Che fine ha fatto la proposta Meloni per nazionalizzare Bankitalia?

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ROMA (Public Policy) – La commissione Finanze di Montecitorio torna ad occuparsi della pdl Meloni per la ‘nazionalizzazione’ di Bankitalia, ma per ora prende tempo. Il termine per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge di Fratelli d’Italia, che era stato fissato le 14 di lunedì 6 maggio, è stato annullato e rinviato ad altra data, che sarà definita successivamente.

Sulla proposta è stata infatti chiesta una relazione alla Bce (Banca centrale europea), che la VI commissione potrebbe anche decidere di chiamare in audizione, proprio alla luce dei contenuti dell’intervento che verrà trasmesso. Da parte della Lega, si apprende, era allo studio la presentazione di un emendamento soppressivo della proposta, che si compone soltanto di due articoli (il secondo adegua le norme vigenti alle previsioni del primo). Ma per ora rimane tutto sospeso.

L’iter in commissione della proposta (‘Norme per l’attribuzione a soggetti pubblici della proprietà della Banca d’Italia’) era cominciato lo scorso 20 febbraio (relatrice è la deputata M5s Francesca Anna Ruggiero, M5s). In quell’occasione la presidente della VI commissione, Carla Ruocco (M5s), aveva specificato che la conferenza dei capigruppo aveva previsto la calendarizzazione del provvedimento in assemblea per il mese di marzo, ma l’esame non è più proseguito. Il Governo – per bocca del sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa (M5s) – si era riservato di intervenire in una fase succcessiva.

La proposta, che mostra alcune criticità tecniche, intende trasferire al Mef le quote di capitale della Banca d’Italia detenute da soggetti privati e consentire che tali quote circolino “solo presso soggetti pubblici”. La cessione deve avvenire al valore nominale delle quote. In caso di approvazione, verrebbe meno, attraverso l’abrogazione esplicita delle norme del dl 133/2013 (‘Disposizioni urgenti concernenti l’Imu, l’alienazione di immobili pubblici e la Banca d’Italia’) l’attuale assetto proprietario di Bankitalia.

In particolare, l’articolo 1 dispone che, a decorrere dal 1° marzo 2019, le quote di proprietà della Banca d’Italia detenute da soggetti privati siano acquisite dal ministero dell’Economia “al loro valore nominale, come stabilito dall’articolo 20 del regio decreto legge 12 marzo 1936, n. 375, in misura pari a 154.937 euro (trecento milioni di lire)”. Viene previsto inoltre che il Mef sia autorizzato a cedere le proprie quote esclusivamente a soggetti pubblici.

La pdl affida poi a un dpR – da adottare entro 3 mesi dalla sua entrata in vigore, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato – il compito di disciplinare le modalità di trasferimento delle quote acquisite dal Mef. (Public Policy) GIL