La Cnapi prima delle elezioni? Breve guida all’iter

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – La Cnapi sarà pubblica prima delle prossime elezioni. Lo ha ribadito su Twitter, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Ma di cosa stiamo parlando?

La Cnapi  è la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee a ospitare il deposito nucleare nazionale (cioè l’infrastruttura ambientale di superficie dove saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall’esercizio e dallo smantellamento delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca) e il parco tecnologico (un centro di ricerca applicata e di formazione), nella quale sono individuate le aree le cui caratteristiche soddisfano i criteri previsti nella Guida tecnica di Ispra oltre che i requisiti indicati nelle linee-guida della Iaea (International atomic energy agency).

Come indicato nella Guida tecnica, “si intende per aree potenzialmente idonee le aree, anche vaste, che presentano caratteristiche favorevoli alla individuazione di siti in grado di risultare idonei alla localizzazione del deposito, attraverso successive indagini di dettaglio e sulla base degli esiti di analisi di sicurezza condotte tenendo conto delle caratteristiche progettuali della struttura del deposito”.

Queste caratteristiche favorevoli si determinano sulla base di criteri di esclusione e di approfondimento, che escludono le aree interessate da, ad esempio, elevato rischio vulcanico e sismico, fagliazioni, frane, alluvioni o che insistono su aree protette o insediamenti civili, industriali e militari.

Una volta pubblicata la Cnapi, si aprirà la fase di consultazione pubblica che prevede, entro i successivi 120 giorni, la realizzazione di un seminario nazionale a cui saranno invitati a partecipare attivamente i soggetti individuati dalla legge, nonché i soggetti portatori di interessi. Nel corso del seminario saranno approfonditi gli aspetti relativi alla realizzazione della Cnapi, al progetto preliminare, alla sicurezza dei lavoratori, della popolazione e dell’ambiente, nonché ai benefici derivanti dalla realizzazione dell’infrastruttura.

In base alle osservazioni e alla discussione nel seminario nazionale, Sogin (la società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari) aggiornerà la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee, che verrà nuovamente sottoposta ai pareri di Mise, Ispra, ministero dell’Ambiente e Mit, In base a questi pareri, il Mise convaliderà la versione definitiva della mappa, ovvero la Cnai, la Carta nazionale delle aree idonee. La Cnai, che sarà pubblicata 5 mesi dopo il seminario nazionale, sarà il risultato dell’applicazione dei criteri, di esclusione e di approfondimento, e dei contributi emersi e concordati nelle diverse fasi della consultazione pubblica.

Con l’approvazione della Cnai, Sogin aprirà la successiva fase di confronto finalizzata a raccogliere le manifestazioni d’interesse, non vincolanti, da parte delle Regioni e degli enti locali il cui territorio ricade anche parzialmente nelle aree idonee a ospitare il deposito nazionale e parco tecnologico.

Nel caso in cui non venissero espresse, da parte di enti locali, manifestazioni d’interesse, o qualora fossero ritirate in un secondo momento tutte quelle pervenute, Sogin dovrà promuovere trattative bilaterali con le Regioni nel cui territorio ricadono le aree idonee. In caso di insuccesso delle trattative bilaterali (mancata intesa), verrà convocato un tavolo interistituzionale, come ulteriore tentativo di pervenire a una soluzione condivisa. Successivamente, il Mise individuerà il sito con un proprio decreto, che sarà emanato anche nel caso in cui dovessero fallire le diverse procedure per il raggiungimento dell’intesa.

Secondo quanto previsto dagli attuali programmi, basati sul rispetto dei tempi dettati dalla normativa vigente, i lavori per la costruzione del deposito nazionale e parco tecnologico avranno inizio nel 2019, con una durata di circa 5 anni. Si stima, pertanto, che la fase di esercizio dell’infrastruttura avrà inizio nel 2025. (Public Policy)

@fraciaraffo