Come al solito, nell’ex Terzo Polo trionfa la serenità

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – Volano di nuovo stracci, in zona ex Terzo Polo, tra Carlo Calenda e Matteo Renzi. A fornire lo spunto per la nuova rissa verbale stavolta sono state alcune dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio (la foto risale ad allora) a Repubblica. Interpellato sulla recente sintonia fra Azione e Forza Italia, Renzi è stato molto duro con l’ex alleato: “Calenda non va a destra, perché non lo seguono nemmeno in famiglia. Persino Richetti ha minacciato di andarsene”. Calenda “aveva un gruppo di dieci al Senato, adesso è solo al Misto. Per il momento sta in mezzo, ma arriverà l’ora in cui gli verrà detto: hic Rhodus, hic salta. O stai di qua o di là. Altrimenti fa la fine del pinguino che sbaglia strada e va verso la montagna andando incontro a una fine ingloriosa”.

Pronta la replica del leader di Azione via X: “Caro Matteo Renzi sei un campione di chiacchiere. I fatti sono semplici. Noi siamo rimasti e rimarremo dove gli elettori del terzo polo ci hanno messo, tu stai supplicando per essere caricato a bordo da Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni dopo esserti vantato di aver mandato a casa Conte e aver promesso mai con i 5S. Noi siamo andati in Ucraina ogni anno perché sappiamo che li si combatte per l’Europa, tu non hai mai trovato il tempo di andare, mentre ti scapicolli alla corte di Jared Kushner e dei tuoi datori di lavoro sauditi”. Ognuno, dice ancora Calenda, “sceglie i suoi valori e le sue battaglie. Ti auguro il meglio, ma parla delle tue scelte, non delle nostre”.

Calenda però rischierebbe di perdere il sostegno di Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, nel caso in cui l’interlocuzione con gli italo-forzuti fosse troppo intensa: “Tajani il centrodestra vuole allargarlo, io voglio sconfiggerlo perché nel centrodestra c’è chi è contro l’Ucraina, l’Europa, il Mercosur e chi è contro di conseguenza alle imprese e alle famiglie italiane. Non mi interessano le ambiguità, le affinità di dichiarazioni, le convention perché io faccio politica e le politiche sono azioni. Forza Italia sta al governo? Buona vita, ma io non sono interessato a stare al governo per fare l’opposto di quello che dico”, dice ospite di Start su Sky TG24: “Io ho messo nero su bianco una proposta di Tajani, lo Ius Scholae, e Forza Italia ha dovuto votare contro la mia proposta perché sta al governo. Il mondo cambia e Calenda dice: ma siamo pronti a rompere uno schema che non risponde a questo tempo? Siamo pronti a rompere uno schema che non risponde ai bisogni degli italiani? Se mi si dice Forza Italia è al governo e fa piacere che si unisca anche Calenda, io a questa armata Brancaleone non mi ci unisco neanche se mi ci portano i carabinieri”.

Come al solito, nell’ex Terzo Polo trionfa la serenità. (Public Policy)

@davidallegranti