Cosa prevede il dlgs sulle commissioni interbancarie

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ROMA (Public Policy) – Diritto di regresso se la responsabilità di un prestatore di servizi di pagamento è attribuibile ad un altro prestatore di servizi di pagamento e obbligo di risarcirmento in caso di perdite o di importi versati con riferimento ad operazioni di pagamento non autorizzate; esclusione, per chi fornisce solo servizi di informazione sui conti, dell’obbligo di adozione di sistemi di risoluzioni alternative delle controversie e inclusione nell’elenco delle fattispecie sanzionabili dei casi di inosservanza, da parte degli agenti in attività finanziarie, degli obblighi in materia di credito immobiliare ai consumatori.

Sono le principali novità previste, in sintesi, da un dlgs approvato in  esame preliminare dall’ultimo Cdm che corregge e integra il decreto legislativo di recepimento della direttiva Ue 2366 del 2015 sui servizi di pagamento nel mercato interno, cosiddetta Psd2, e di adeguamento al regolamento Ue 751 del 2015 sulle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta.

NO ALL’OBBLIGO DI RISOLUZIONI STRAGIUDIZIALI

Con una modifica al testo unico bancario, il dlgs 385 del 1993, viene previsto che per chi fornisce solo servizi di informazione sui conti (gli account information service provide; aisp), non vi sarà più l’obbligo di adozione di sistemi di risoluzioni alternative delle controversie, in quanto la direttiva Psd2 non prevedeva l’introduzione di tale obbligo nella legislazione degli Stati membri.

Gli aisp, ovvero i prestatori di servizi informativi, sono tra i nuovi soggetti introdotti dalla nuova normativa europea per offrire a chi possiede uno o più conti online un’informativa completa delle proprie posizioni.

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IAC-VIC