Cosa prevede il dpR sulla governance del Banco armi

0
legittima difesa armi

ROMA (Public Policy) – Dalla determinazione delle funzioni alla riforma della governance, prevedendo anche il riconoscimento dell’autonomia finanziaria (accanto a quella statutaria e organizzativa). È stato presentato dal Governo in Parlamento, per l’espressione del relativo parere, uno schema di dpR che riforma la disciplina regolamentare del Banco nazionale di prova per le armi e le munizioni. Il termine per la scadenza del parere parlamentare è il 10 luglio prossimo.

ATTIVITÀ PRINCIPALI 

Il Banco è un ente pubblico, nato nel 1910, sottoposto alla vigilanza del Mise (e con alcuni compiti riservati a Interno e Difesa). Le attività principali consistono nella prova delle armi (sulle armi che abbiano superato la prova, esso appone i punzoni riportati in un’apposita tabella), nel controllo delle munizioni commerciali, nello svolgimento di prove balistiche speciali (balistica interna, esterna e terminale).

Oltre a questi compiti istituzionali, svolge altre attività complementari, quali le prove di resistenza balistica di giubbetti, elmetti, vetri anti-proiettili, serramenti e blindature in genere, sia per le forze di polizia sia per le aziende produttrici nonché per gli istituti di vigilanza privata.

RIFORMA GOVERNANCE

Rispetto alla precedente disciplina regolamentare, del 2010, lo schema di atto del Governo prevede nuove norme in materia di governance dell’ente. Oltre a presidente (che convoca l’assemblea, rappresenta l’ente ed è nominato dall’assemblea tra i suoi componenti), assemblea dei partecipanti, consiglio d’amministrazione e collegio dei revisori dei conti viene inserito anche il comitato tecnico, con funzioni consultive sulle questioni tecniche attinenti l’attività del Banco.

continua – in abbonamento

IAC