I ddl su assestamento e rendiconto attendono l’esito della crisi

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ROMA (Public Policy) – Con l’apertura della crisi di Governo in pieno agosto, e la conseguente sospensione delle attività parlamentari, è sorto un ostacolo sulla strada di quello che si preannunciava come un iter spedito per l’approvazione di due provvedimenti fondamentali in materia di finanza pubblica: i due ddl governativi di Assestamento di bilancio 2019 e di Rendiconto 2018, varati dal Consiglio dei ministri il 1° luglio insieme dl Salva Conti.

I due disegni di legge, infatti, sono stati approvati solo in prima lettura al Senato (entrambi il 23 luglio senza modifiche rispetto ai testi messi a punto dal Governo), ma sono ora fermi in commissione Bilancio alla Camera, mentre ancora non è stata definitivamente scongiurata la possibilità di elezioni anticipate, che potrebbero implicare l’esercizio provvisorio di bilancio, stante il rischio di non riuscire a varare la manovra 2020 entro il 31 dicembre. Al momento la V commissione di Montecitorio è convocata il 10 settembre alle 9,45 per l’avvio dell’esame congiunto dei due testi.

In caso di nuovo Governo senza elezioni, le attività sospese delle commissioni dovrebbero riprendere secondo le ultime calendarizzazioni, anche se una nuova maggioranza potrebbe rivedere le priorità e rimettere in discussione i provvedimenti frutto dell’esperienza della precedente compagine.

Nel caso dell’Assestamento di bilancio però, viene riferito da fonti parlamentari, ci si aspetta l’esame alla ripresa delle attività parlamentari, anche con un nuovo Governo o una nuova maggioranza, e una approvazione in tempi non troppo lunghi. Il ddl infatti, pur non soggetto a scadenza, è rilevante ai fini dei saldi di finanza pubblica, e in caso di slittamento, viene riferito, procederebbe comunque nell’ambito della sessione di bilancio con gli altri i provvedimenti collegati o propedeutici alla manovra.

Il ddl di Assestamento 2019, per di più, è stato adottato nell’ambito della negoziazione avviata dal Governo italiano con la Commissione europea, permettendo di scongiurare la procedura di infrazione per debito eccessivo.

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GIL