Il ddl delega di riforma del codice civile è al Senato: cosa prevede

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ROMA (Public Policy) – Dalla disciplina di trust e forme di garanzia del credito alla stipula di accordi tra nubendi, coniugi o parti di una unione civile per regolare rapporti personali e patrimoniali, in previsione di un’eventuale crisi del rapporto.

Passando, anche, per un’integrazione alla disciplina di associazioni e fondazioni su procedure per riconoscimento e liquidazione e introduzione di limiti allo svolgimento di attività lucrative, disciplina di nuovi schemi contrattuali e trust, forme di coordinamento tra responsabilità precontrattuale, contrattuale e aquiliana, criteri di selezione specifici in materia di danno risarcibile.

Sono i punti principali previsti in un disegno di legge che delega il Governo per la revisione del codice civile, assegnato alla commissione Giustizia a Palazzo Madama.

Vediamo, nel dettaglio, cosa contiene il disegno di legge, che è nel calendario della commissione a partire da domani.

ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI

L’intervento riformatore, come specifica la relazione illustrativa del ddl, riguarda, tra gli altri, le procedure per il riconoscimento degli enti cosidetti no profit, in quanto il vigente sistema di iscrizione nel registro delle persone giuridiche, contenuto nel dpR 361 del 2000, “oltre a creare potenziali situazioni di conflitto con il registro unico nazionale del terzo settore, ha mostrato i suoi limiti consistenti nella diversità di applicazione da parte delle prefetture e degli uffici regionali competenti e nella lunghezza dei tempi del riconoscimento, che rendono opportuno addivenire ad una semplificazione normativa del procedimento”.

Previsti anche, nei criteri di delega, l’introduzione di limiti allo svolgimento di attività lucrative, per cui, come rileva un dossier dei tecnici di Palazzo Madama, si “lascia intendere come venga conservata l’attuale identificazione codicistica di associazioni e fondazioni come enti privi di scopo di lucro, per i quali continua ad operare il vincolo della non distribuzione degli utili”.

Ma, questa è la novità, si riconosce “come possibile lo svolgimento di attività lucrative, per disciplinare un fenomeno socialmente piuttosto diffuso, attualmente rimesso a regolamentazione soltanto per via giurisprudenziale”. Infine oggetto di intervento da parte del legislatore delegato devono essere, anche, le procedure di liquidazione degli enti. Dalla nuova normativa, come specifica la delega, saranno escluse le fondazioni di origine bancaria.

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IAC