A che punto è il ddl sul reato di tortura

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ROMA (Public Policy) – Riportare il ddl sul reato di tortura alla formulazione uscita da Palazzo Madama in prima lettura oltre un anno fa. È questo – in estrema sintesi – come spiegato a Public Policy dal capogruppo in commissione Giustizia al Senato, Giuseppe Lumia – l’intento dei circa dieci emendamenti Pd presentati al disegno di legge che introduce nel nostro ordinamento il reato di tortura.

Dunque il ddl – sul quale sono stati presentati 86 emendamenti – si avvia verso una seconda lettura anche alla Camera (sarebbe il quarto passaggio parlamentare). Il provvedimento era stato approvato dalla Camera lo scorso 9 aprile, dopo una decisa accelerazione causata dall sentenza della Corte di Strasburgo sui fatti della Diaz. La volontà di riportare il testo alla originaria formulazione del Senato era emersa abbastanza trasversalmente – come riportato da Public Policy – già nelle prime fasi del dibattito in 2a commissione, ai primi di maggio.

Adesso è lo stesso Lumia a confermare: “Tutti i nostri emendamenti vanno nella direzione di riportare il testo così come uscito in 1a lettura dal Senato. In particolare – ha aggiunto – per fare in modo che il reato di tortura commesso dai pubblici ufficiali sia una aggravante e per fare in modo che questo tipo di reato sia esteso alle organizzazioni mafiose che praticano queste condotte”. (Public Policy) NAF