Grecia, banche, Recovery Fund: le scelte dell’ultimo Eurogruppo

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di Tommaso Lecca

BRUXELLES (Policy Europe / Public Policy) – Grecia, indirizzo per l’eurozona del Recovery Fund e unione bancaria. Questi i temi principali affrontati nel corso della riunione dell’Eurogruppo di giovedì scorso.

Durante l’incontro in videoconferenza sono stati valutati i progressi di Atene nell’attuazione delle riforme e nelle sue prospettive macroeconomiche alla luce dei dati contenuti nel sesto rapporto sulla sorveglianza rafforzata. “Come nella maggior parte degli Stati membri – si legge nella dichiarazione conclusiva dei ministri delle Finanze – la situazione economica e sociale in Grecia è stata influenzata negativamente dall’epidemia Covid-19 e le prospettive economiche sono soggette a forte incertezza”.

Sulla base delle previsioni di primavera della Commissione per il 2020, “si prevede che l’economia greca sarà tra le più colpite dell’Ue nel 2020, anche se è prevista una ripresa abbastanza forte per il 2021”.

“Ricordiamo – proseguono i ministri – che la Grecia ha mantenuto una forte performance fiscale, raggiungendo gli obiettivi di surplus primari negli ultimi cinque anni e un avanzo nominale dell’1,5% del Pil nel 2019”. Tra le riforme più apprezzate dai rappresentanti dei Governi dell’eurozona ci sono quelle “sull’agenda delle privatizzazioni, benessere sociale, mercato del lavoro e funzionamento della pubblica amministrazione”.

Vi sono stati alcuni ritardi nel processo di riforma – si ricorda nelle conclusioni – ad esempio per quanto riguarda il settore finanziario”. Ma i ministri riconoscono che “questi ritardi erano principalmente dovuti a vincoli operativi legati all’epidemia di coronavirus”.

“Chiediamo alle autorità greche – si precisa – di procedere con decisione all’attuazione del suo piano di liquidazione degli arretrati, con la legislazione di un nuovo codice di insolvenza efficace, garantendo un’adeguata applicazione di tutte le garanzie, e l’abolizione dell’attuale regime di protezione delle prime case entro fine luglio 2020”.

“Sottolineiamo inoltre la necessità di rafforzare l’attuazione di altre riforme chiave, anche per quanto riguarda il rafforzamento ulteriore dell’amministrazione fiscale, degli investimenti pubblici, del contesto imprenditoriale e dell’attuazione di importanti riforme del settore finanziario”, si sottolinea nelle conclusioni dell’incontro. “Ciò continuerà a essere monitorato nel contesto di una sorveglianza rafforzata”, avverte l’Eurogruppo. Prescindendo dai passi futuri, la Grecia “ha adottato le misure necessarie per raggiungere i suoi specifici impegni di riforma” che rappresentavano “le condizioni necessarie per confermare liberazione della terza tranche” di sostegno.

“Si prevede che l’EWG (il gruppo di lavoro sull’Eurogruppo; Ndr) e il Consiglio d’amministrazione dell’EFSF approvino il trasferimento di importi” e “la riduzione a zero del margine di interesse progressivo su alcuni prestiti EFSF per un valore di 748 milioni di euro in totale”.

“La nostra prossima discussione sulla Grecia – concludono i ministri – si baserà sul settimo rapporto di sorveglianza rafforzata che dovrebbe essere pubblicato a settembre 2020”.

Rinviato in autunno anche il dossier sull’unione bancaria, che – come confermato dal presidente uscente Mário Centeno in conferenza stampa – includerà anche le discussioni rimaste in sospeso sul Meccanismo europeo di stabilità, ma anche i meccanismi di “gestione delle crisi, le esposizioni sovrane e la stabilità finanziaria, l’integrazione transfrontaliera, la liquidità nella risoluzione e l’introduzione anticipata del sostegno”.

Quanto al Recovery Fund, l’Eurogruppo ha insistito sulla posizione emersa alla vigilia dell’incontro. Nel rispetto del canale ufficiale dei negoziati sul quadro finanziario pluriennale, che vede il coinvolgimento del Coreper, il passaggio per il Consiglio Affari generali e dunque l’approvazione finale da parte dei leader Ue riuniti in Consiglio europeo, il coordinament informale dei ministri dell’eurozona vorrebbe ritagliarsi un ruolo con riferimento alle raccomandazioni destinate ai Paesi che hanno aderito alla moneta unica.

In forza di tali raccomandazioni – per il momento limitate alle linee guida della Commissione nel contesto del Semestre europeo – gli Stati membri saranno chiamati a delineare i propri progetti di riforma e investimenti. Sussidi e prestiti del Recovery Fund arriveranno solo dopo l’ok di Bruxelles a tali progetti. Da qui l’interesse dell’Eurogruppo di avere voce in capitolo sulle politiche da ‘raccomandare’ ai Paesi dell’eurozona. (Policy Europe / Public Policy)

@tommylecca