Dl Riaperture, per la certificazione verde serve un dpcm

0

ROMA (Public Policy) – In vigore da venerdì 23 aprile, il dl Riaperture inizierà il suo esame alla Camera. Tra i 14 articoli di cui si compone il testo, ci sono diversi richiami ad atti di secondo livello come le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza e numerose linee guida, ma uno solo è il decreto attuativo in senso stretto, un dpcm sulla certificazione verde (Green Pass) su cui serviranno anche alcune circolari del ministero della Salute.

Ecco il quadro complessivo:

CERTIFICAZIONE VERDE 

Duramente criticata dal Garante per la Privacy, la certificazione verde sarà data a chi si sarà completamente vaccinato, a chi sarà guarito dal Covid o a chi avrà effettuato un tampone rapido con esito negativo. Le certificazioni verdi rilasciate secondo le norme degli altri Stati Ue saranno riconosciute, come equivalenti a quelle disciplinate dal decreto se conformi ai criteri definiti con circolare del ministero della salute. Lo stesso avverrà per le certificazioni rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell’Unione europea e validate da uno Stato Ue.

Con dpcm, adottato di concerto con i ministri Speranza, Vittorio Colao e Daniele Franco, sentito il Garante per la Privacy, sono individuate le specifiche tecniche per assicurare l’interoperabilità delle certificazioni verdi e la piattaforma nazionale e tra la piattaforma nazionale e le analoghe piattaforme istituite negli altri Stati Ue tramite il gateway europeo. Il dpcm indicherà anche i dati che possono essere riportati nelle certificazioni verdi, le modalità di aggiornamento delle certificazioni, le caratteristiche e le modalità di funzionamento della piattaforma nazionale, la struttura dell’identificativo univoco delle certificazioni verdi e del codice a barre interoperabile che consente di verificare l’autenticità, la validità e l’integrità delle stesse, l’indicazione dei soggetti deputati al controllo delle certificazioni, i tempi di conservazione dei dati raccolti ai fini dell’emissione delle certificazioni, e le misure per assicurare la protezione dei dati personali contenuti nelle certificazioni.

Nelle more dell’adozione del dpcm, le certificazioni verdi rilasciate dal 23 aprile da strutture sanitarie pubbliche e private, farmacie, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dovranno riportare tutti gli elementi indicati nell’allegato del decreto-legge.

UNIVERSITÀ IN PRESENZA E LINEE GUIDA 

Da oggi fino a fine luglio, nelle zone gialla e arancione, le attività didattiche e curriculari delle università saranno svolte prioritariamente in presenza nel rispetto di linee guida adottate dal ministero dell’Università e della ricerca.

EVENTI SPORTIVI APERTI 

Dal 1° giugno, in zona gialla, saranno aperti al pubblico anche gli eventi e le competizioni di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del Coni e del Comitato italiano paralimpico. La capienza consentita non può essere superiore al 25% di quella massima autorizzata, fino a 1000 spettatori per impianti all’aperto e 500 per impianti al chiuso. Le attività dovranno svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dal Dipartimento dello Sport presso la presidenza del Consiglio, sentita la Federazione medico sportiva italiana, sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico.

In zona gialla, in relazione alla situazione epidemiologica e alle caratteristiche dei siti e degli eventi all’aperto, potrà essere stabilito un diverso numero massimo di spettatori, nel rispetto dei principi fissati dal Cts, con linee guida anticontagio adottate per gli eventi e le competizioni all’aperto dalla sottosegretaria Vezzali. Per eventi o competizioni di particolare rilevanza, che si svolgono anche al chiuso, la stessa sottosegretaria potrà anche stabilire una data diversa, sentito il ministro della Salute.

SPETTACOLI ALL’APERTO 

Da oggi, in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche all’aperto saranno svolti solo con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori non abitualmente conviventi, sia per il personale. Sarà consentita una capienza fino alla metà di quella massima autorizzata e comunque non oltre i 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto e 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida. In zona gialla, in relazione alla situazione epidemiologica e alle caratteristiche dei siti e degli eventi all’aperto, potrà essere stabilito un diverso numero massimo di spettatori, nel rispetto dei principi fissati dal Cts, con linee guida anticontagio adottate per gli spettacoli all’aperto dalla Conferenza delle Regioni.

PISCINE, PALESTRE E SPORT DI SQUADRA 

Per lo sport saranno decisivi protocolli e linee guida adottati dal Dipartimento dello Sport presso la presidenza del Consiglio, sentita la Federazione medico sportiva italiana, sulla base di criteri definiti dal Cts. Tali atti regoleranno in zona gialla lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto consentito a partire da oggi, le attività di piscine all’aperto a partire da metà maggio e le attività di palestre dal 1° giugno.

FIERE, CONVEGNI E CONGRESSI 

Da metà giugno in zona gialla sarà consentito lo svolgimento in presenza di fiere, nel rispetto di protocolli e linee guida che possono prevedere, con riferimento a particolari eventi, che l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi. Da inizio luglio, in zona gialla, saranno consentiti convegni e congressi nel rispetto di protocolli e linee guida.

CENTRI TERMALI E PARCHI DI DIVERTIMENTO 

Da inizio luglio sono consentite, in zona gialla, le attività dei centri termali e dei parchi tematici e di divertimento nel rispetto di protocolli e linee guida.

ORDINANZA SPERANZA ZONA ROSSA MAGGIO-LUGLIO 

Il dl prevede che da maggio a luglio le misure stabilite per la zona rossa si applicano anche nelle regioni e province autonome di Trento e Bolzano in cui l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sarà superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, sulla base dei dati validati dell’ultimo monitoraggio disponibile. Regioni e Province autonome saranno individuate con ordinanza del ministro della Salute. (Public Policy) MDV