Dlgs Copyright, via libera dal Senato: tutte le osservazioni

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ROMA (Public Policy) – “Al fine di assicurare compensi adeguati agli artisti interpreti esecutori del settore musicale e di garantire che le entrate generate dallo sfruttamento delle opere musicali in streaming non siano distribuite in modo sproporzionato, valuti il Governo l’opportunità di intervenire sulla legge sul diritto d’autore affinché sia garantito il diritto degli artisti interpreti esecutori del settore musicale a percepire equi compensi anche per gli utilizzi da parte delle piattaforme in streaming on-demand, valutando altresì che tale diritto al compenso sia gestito da Ogc ed entità di gestione indipendente di cui al decreto legislativo n. 35 del 2017″.

È una delle osservazioni contenute nel parere favorevole, approvato mercoledì mattina dalle commissioni Lavori pubblici e Giustizia del Senato e di cui Public Policy ha preso visione, sullo schema di decreto legislativo che, modificando la legge sul diritto d’autore, permette l’attuazione della direttiva Ue 2019/790 sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale (e che modifica le direttive 96/9/Ce e 2001/29/Ce), direttiva che, come ricorda il parere in premessa, “intende porre rimedio a specifici problemi legati alla circolazione incontrollata delle opere dell’ingegno, aggiornando le norme sul diritto d’autore per adattarle” al “profondo cambiamento del contesto di fruizione dei contenuti creativi a causa degli incessanti sviluppi tecnologici”.

La direttiva, più nel dettaglio: “aggiorna e adatta ai cambiamenti tecnologici le eccezioni al diritto d’autore, per consentire gli utilizzi online e transfrontalieri; introduce una specifica disciplina per lo sfruttamento delle opere fuori commercio; introduce la responsabilità in capo ai prestatori di servizi di condivisione di contenuti online in relazione ai contenuti caricati dai loro utenti, al fine di assicurare il rispetto del diritto d’autore e dei diritti connessi e la conseguente remunerazione dei titolari dei diritti per lo sfruttamento online delle loro opere da parte delle piattaforme anche per i contenuti caricati dagli utenti; introduce un nuovo diritto connesso riconosciuto agli editori di giornali in relazione ull’uso delle opere giornalistiche diffuse dai prestatori di servizi online; introduce a favore degli autori e degli artisti interpreti o esecutori il principio idella remunerazione adeguata e proporzionata al valore potenziale o effettivo dei diritti concessi in licenza o trasferiti”.

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GIL