Etiopia, ok alla risoluzione sul Tigrai: cosa prevede

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ROMA (Public Policy) – Adoperarsi per porre fine alle violenze e a ogni iniziativa militare in atto in Etiopia e nella regione del Corno d’Africa. Favorire il ritiro delle truppe eritree e delle forze regionali Amhara dal Tigrai. Chiedere la collaborazione delle agenzie specializzate dell’Onu per far fronte all’emergenza malnutrizione – in particolare quella infantile – in Etiopia. Valutare l’opportunità di nominare un Inviato speciale dell’Italia per il Corno d’Africa.

Sono questi alcuni degli impegni chiesti al Governo dalla risoluzione n. 7-00585 “sulla crisi nella regione etiope del Tigrai”, a prima firma Mirella Emiliozzi, deputata del M5s e presidente dell’Unione Interparlamentare Italia-Corno D’Africa, La risoluzione è stata approvata mercoledì – all’unanimità – in commissione Esteri alla Camera, dopo un dibattito in cui sono state proposte una serie di riformulazioni da parte degli altri gruppi parlamentari. Le riformulazioni sono state accolte dalla prima firmataria e dal sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.

Il testo impegna l’Esecutivo ad adoperarsi per “continuare a sostenere un’indagine internazionale completa e indipendente su tutte le segnalazioni di violazioni dei diritti umani, abusi e atrocità commesse in Tigrai”, in collaborazione con la “Commissione etiopica per i Diritti Umani, l’agenzia Onu dell’Alto commissariato per i diritti umani e la African commission on human and peoples’ rights”.

La risoluzione chiede inoltre al Governo di fornire insieme agli altri partner internazionali – inclusa l’Ue e tenendo conto della “risposta umanitaria delle Nazioni Unite” – l’assistenza allepopolazioni bisognose nelle regioni colpite dal conflitto e agli sfollati e ai rifugiati nei Paesi vicini”.

Un altro impegno contenuto nel testo riguarda la situazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Etiopia, che va monitorata e seguita con attenzione, anche “sostenendo le iniziative multilaterali, e in particolare in ambito Onu“. Si chiede quindi di adoperarsi per quelle iniziative che contribuiscono a rafforzare i rapporti diplomatici dell’Italia con l’Etiopia e l’Unione Africana – per “favorire la sicurezza e la stabilità della regione” – e a promuovere, insieme agli altri paesi dell’Ue, l’adozione di una risoluzione sulle “violazioni gravissime dei diritti umani, delle libertà fondamentali e del diritto internazionale umanitario” in Tigray. Inoltre vanno sostenute quelle iniziative, condivise con gli altri partners internazionali, che includono “eventuali misure sanzionatorie” per la violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Bisogna poi rafforzare le iniziative italiane di cooperazione e sostenere le “attività di ong, associazioni umanitarie e missioni religiose, da tempo operanti sul territorio etiope e il cui contributo è fondamentale per alleviare le sofferenze della popolazione”. (Public Policy) RIC