Uranio impoverito, “la relazione degli Stati maggiori sui militari italiani va respinta”

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ROMA (Public Policy) – “La relazione sottoscritta dalle ministre Trenta e Grillo è stata inventata perché si voleva disinnescare, mortificare, stracciare e seppellire definitivamente la relazione della commissione di inchiesta. Quella relazione a firma delle due ministre non ha nessun tipo di credibilità perché è stata sviluppata colpevolmente con una procedura e una modalità che non sono nelle disponibilità delle Forze armate”. Lo ha detto Gian Piero Scanu, già presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito, in audizione davanti alle commissioni riunite Difesa e Affari sociali della Camera sullo stato di salute del personale militare e civile italiano impiegato nei territori della ex Jugoslavia.

L’Osservatorio epidemiologico militare è stato inventato per avere una cattedra dalla quale pontificare sulle effettive condizioni di salute dei militari. Questo Osservatorio – ha aggiunto – non utilizza alcuna procedura propria dell’attività epidemiologica perché valuta la salute dei militari limitatamente al periodo in cui sono in servizio e non per tutto l’arco temporale di vita degli stessi. Questa è una contraddizione clamorosa, ci si dovrebbe vergognare piuttosto che presentare una sedicente organizzazione di questo tipo”.

“La commissione di inchiesta – ha proseguito Scanu – si è sentita addosso l’accusa di essere antimilitaristi perché la commissione si è occupata della salute dei militari, è la peggiore accusa che potesse essere fatta, significa che non conta la salute dei militari ma il punto di vista degli Stati maggiori. Pertanto credo che la relazione predisposta dagli Stati maggiori e sottoscritta dalle due ministre sia un incidente di percorso e sarebbe opportuno che sarebbe respinta perché non c’è nulla di riconducibile alla verità fattuale, perché nel frattempo le persone stanno morendo”.

“E’ stato perso colpevolmente un anno prezioso perché dalla proposta di legge che la commissione ha presentato, peraltro sottoscritta dai rappresentanti di tutti i partiti – ha detto ancora Scanu – non è cambiato niente. Nonostante nella nostra relazione abbiamo affermato che bisogna smetterla con l’atteggiamento capzioso di chi vorrebbe richiamare il nesso di causalità e nonostante abbiamo spiegato che non si stratta solo di morti per uranio impoverito, perché nella Marina militare sono morti oltre mille militari per l’amianto, non è stato fatto niente”.

“L’immobilismo di un anno e mezzo ha determinato l’esposizione a rischi per molte persone, ha favorito le malattie o il decesso di molti militari. Le malattie e le morti per uranio impoverito, per amianto, radon, vaccini fatti in maniera massiva, non sono un’invenzione. Gli Stati maggiori hanno lavorato alacremente per impedire che la commissione facesse il proprio lavoro – ha concluso – con atteggiamenti di ostruzionismo autentico”. (Public Policy) FLA