Fisco&Finanze: da dove riparte la legge di Bilancio

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ROMA (Public Policy) – Dalla web tax  all’italiana al fondo per ristorare i risparmiatori “vittime” delle crisi bancarie degli ultimi due anni, ovvero le quattro banche in liquidazione (Banca Etruria, Carife, CariChieti e Banca Marche) e le due venete (Popolare di Vicenza e Veneto banca). Dal bonus bebè nuova edizione (valido solo per il primo anno di vita) al Milleproroghe in manovra, seppure in versione ‘light’. E poi fondo per i caregiver, novità fiscali su affitti, librerie, ecobonus e un pacchetto terremoti.

Queste le principali misure, in materia di fisco e finanze, introdotte nell’articolato della legge di Bilancio dal passaggio al Senato in prima lettura della manovra.

Come già avvenuto per il dl Fisco, Governo e maggioranza avevano pensato di introdurre nel testo della manovra la riforma delle Agenzie fiscali ma l’Esecutivo, per problemi interni, non ha nemmeno presentato l’emendamento.

Vediamo ora in breve le principali modifiche introdotte dal Senato nel testo della manovra, in materia di fisco e finanza, in attesa che inizino – mercoledì prossimo – i voti in V commissione alla Camera.

WEB TAX ALL’ITALIANA

Il passaggio al Senato ha inserito nel testo della manovra la formulazione della web tax all’italiana, partendo da un testo di Massimo Mucchetti (Pd) più volte riformulato dal Governo. La norma punta a introdurre un’imposta al 6% sui ricavi delle transazioni digitali relative a prestazioni di servizi tramite mezzi elettronici, in sostanza online. Sarà un emendamento del Mef a chiarire il campo di applicazione che non sarà solo il b2b, ma anche il b2c. La norma entrerà comunque in vigore dal 2019 e dovrebbe assicurare all’inizio un introito per lo Stato di 114 milioni di euro.

La web tax si pagherà sull’ammontare dei corrispettivi relativi alle prestazioni dei servizi online (mentre in una precedente versione l’aliquota del 6% era applicata sul valore delle singole transizioni). La tassa sarà versata tramite intermediari finanziari, ovvero le banche, che faranno da sostituto d’imposta. Proprio per questo il viceministro all’Economia, Enrico Morando, ha già annunciato la disponibilità del Governo a individuare una qualche forma di ristoro per gli istituti bancari, chiamati a questo nuovo adempimento.

La web tax non si applicherà alle imprese agricole, né ai soggetti che hanno aderito al regime forfettario (ovvero dei minimi), o al regime di vantaggio per i contribuenti di minore dimensione. Viene inoltre previsto un credito d’imposta corrispondente alla tassa, da usare in compensazione, per le imprese del web italiane, ovvero le imprese che sul territorio italiano non facciano solo utili ma abbiano anche dei costi.

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VIC