Governo al lavoro sulle modifiche al decreto Carige: le idee sul tavolo

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ROMA (Public Policy) – Il Governo sta studiando la possibilità di inserire nel decreto Carige un Fondo “anti-furbetti” per garantire i risarcimenti nel caso in cui, in futuro, si verifichino nuove truffe bancarie ai danni dei risparmiatori. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi.

A quanto si apprende, la proposta di modifica potrebbe essere presentata a livello parlamentare con il via libera dell’Esecutivo. La modifica – viene riferito -, insieme ad altre, è in discussione al ministero dell’Economia. Il meccanismo per rimpinguare il Fondo potrebbe essere il seguente: un prelievo del 30% degli emolumenti dei vertici bancari e il 3% dell’utile annuale dei singoli istituti per la durata di 5 anni. A differenza del Fondo risparmiatori, che garantisce il risarcimento ex post (ovvero dopo le crisi bancarie), il nuovo ‘contenitore’ sarà strutturale e utilizzato solo in presenza di truffe riconosciute.

Il Fondo potrebbe essere gestito da Bankitalia; le risorse, invece, saranno destinate a risarcire eventuali risparmiatori truffati.

Il Governo punta anche alla lotta alle “porte girevoli” nel sistema bancario. Sarebbe questo un altro degli argomenti sul tavolo.

Fonti di Chigi riferiscono a Public Policy che con un emendamento parlamentare che sarà probabilmente presentato in commissione, sarà proposto il principio del cooling off per i cambi di poltrona tra organi di vigilanza delle banche e gli stessi istituti di credito.

Nel dettaglio, si studia la possibilità di impedire alle figure apicali degli organi di vigilanza – come Banca d’Italia – di intrattenere rapporti d’affari con le banche vigilate. Lo stop potrebbe essere fissato per sei anni dal termine del mandato.

Non solo, a quanto si apprende, durante l’esame parlamentare il Governo sarebbe intenzionato ad applicare una stretta ai fidi e prestiti richiesti dai dirigenti delle banche. L’emendamento in preparazione introdurrebbe il divieto per i manager del credito di richiedere prestiti o fidi alle stesse banche che amministrano. Il divieto colpirà anche i vertici e il personale degli organi di vigilanza che non potranno fare operazioni tramite parenti e affini.

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SOR-GIL