I 5 stelle nel Pse? “Passo necessario per maturare”

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) –

D. Francesco Berti, deputato del M5s, che tipo di legge elettorale servirebbe?

R. “Proporzionale con un correttivo per garantire la rappresentanza dei piccoli gruppi e il diritto di tribuna (stile Brescellum)”.

D. Nessuno spazio per il maggioritario dunque.

R. “Possiamo ragionare su un premio di maggioranza leggero, ma se l’obiettivo della XIX legislatura è quello di avere uno spirito costituente – o comunque necessario a fare riforme costituzionali – dobbiamo tenere conto che questo altererebbe gli equilibri di rappresentanza”.

D. C’è possibilità di un accordo largo con tutte le forze politiche sulla legge elettorale?

R. “Per ora non mi sembra. Ma è auspicabile”.

D. Questione alleanze. Con il Pd c’è sintonia piena?

R. “L’orizzonte è una convergenza con il Pd, anche nei territori, se ci sono le occasioni”.

D. Come valuta l’apertura del Pd all’ingresso del Movimento nel Pse?

R. “È un passo necessario per far maturare il M5s a livello europeo e internazionale, per renderlo ancora più consapevole e influente nelle sfide globali. Non essere in una famiglia europea è fortemente penalizzante”.

D. Risolverebbe anche qualche problema di identità del M5s?

R. “Sono piani separati. Essere più inseriti nei meccanismi europei e internazionali non significa perdere di vista le proprie battaglie. Ad esempio, la partita contro il Mes ha permesso di far nascere la fiscalità comune e gli eurobond con il Next Generation Eu. Dal punto di vista internazionale, dobbiamo aver chiaro che il nostro orizzonte sono Nato e Onu, cercando di far convergere gli alleati e la comunità internazionale, nello scenario del Mediterraneo allargato dove ci sono interessi nazionali delicati in gioco”.

D. Pensa che sia possibile Draghi al Quirinale o deve arrivare al 2023?

R. “La priorità è la stabilità del sistema istituzionale, messa a dura prova dai recenti colpi di testa dei due Matteo. Siamo in un momento dove l’Italia può essere il perno dell’Unione e giocare un ruolo di primo piano nel multilateralismo. Questo deve essere la priorità assoluta, poi parliamo di nomi. Draghi può dare un grande contributo in entrambi i ruoli”.

D. La leadership di Conte traballa già?

R. “Assolutamente no. Sento che da parte del M5s, dai territori a Roma, c’è piena fiducia in Conte e nella sua leadership. Gli italiani lo hanno già conosciuto come presidente del Consiglio e sono sicuro che ci sarà un ‘effetto Conte’ anche come presidente del Movimento 5 stelle”. (Public Policy)

@davidallegranti