di Giuseppe Pastore
ROMA (Public Policy) – In Senato sta per arrivare un disegno di legge di riforma del calcio italiano. A firmarlo è il senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi che punta a “rendere sostenibile il settore calcio in modo strutturale, senza aiuti di Stato favorendo l’interesse collettivo nazionale per la valorizzazione di vivai, la crescita di giovani talenti selezionabili in nazionale e la realizzazione di infrastrutture, senza invadere l’autonomia della Federazione”.
Sono le parole con cui lo stesso Marcheschi introduce il ddl di cui al momento è disponibile solo una bozza aperta “ad eventuali contributi e proposte”, precisa il senatore. La sua proposta, spiega, è articolata sostanzialmente in due linee di intervento: una per “attivare maggiori entrate al settore calcio” e l’altra per “ridurne i costi”.
IL COMMISSARIAMENTO DELLA FIGC
Il disegno di legge propone un immediato commissariamento straordinario della Federazione Italiana Giuoco Calcio da parte del Coni “in considerazione – si legge nel testo – delle gravi criticità strutturali del sistema calcio italiano, della perdita di competitività delle squadre nazionali, dell’insostenibilità economica del settore professionistico e dell’impossibilità di attuare le riforme necessarie a causa dei vincoli statutari e del conflitto di interessi tra le componenti federali e accertata l’impossibilità di funzionamento degli organi direttivi”.
Il commissariamento avrebbe una durata di 24 mesi, prorogabile per ulteriori 12 mesi, e dovrebbe essere finalizzato a “dare immediata attuazione alle riforme dei campionati professionistici (Serie A e Serie B a 18 squadre, riduzione dell’area professionistica)”; a “introdurre indicatori economico-patrimoniali più stringenti per l’ammissione e la permanenza nei campionati professionistici, al fine di garantire la sostenibilità economica del sistema”; a “rafforzare i meccanismi di premialità per le società che investono nei settori giovanili”; a “riordinare il sistema arbitrale, introducendo il professionismo arbitrale di vertice, la revisione dei meccanismi elettorali interni dell’Aia e la separazione tra gestione politico-associativa e conduzione tecnica”.
E, ancora, l’obiettivo del commissariamento dovrebbe essere quello di “attuare il progetto di rilancio tecnico del calcio giovanile italiano anche sulla base del cosiddetto ‘Progetto Radici Azzurre – L’officina FIGC del talento italiano’; di “favorire il coordinamento tra Leghe professionistiche e Nazionale per la definizione di calendari che consentano la preparazione adeguata delle squadre nazionali” e di “rafforzare i controlli sulla regolarità economica e finanziaria delle società”.
I CRITERI PER LA RIPARTIZIONE DEI DIRITTI TV
Una delle misure di cui si compone la bozza del disegno apporta modifiche ai criteri di ripartizione delle risorse provenienti dai diritti audiovisivi della serie A introducendo i “parametri di valorizzazione e sostenibilità (Pvs)” per la distribuzione dei proventi.
Sulla base di questi parametri, che troverebbero applicazione a partire dalla stagione 2027-2028, una “quota non inferiore al 15%” dei proventi dei diritti Tv verrebbe quindi destinata alle società in base alla “valorizzazione del settore giovanile sia maschile che femminile” (peso 50%), alla “sostenibilità economica” dei club (peso 30%), all’utilizzo di “calciatori italiani per le squadre maschili e femminili” (peso 10%) e alla “qualità delle infrastrutture” (peso 10%).
Una quota non inferiore al 5% dei proventi, invece, sarebbe “attribuita a titolo di premialità di bilancio alle società che presentano bilanci in utile o in pareggio per almeno tre esercizi consecutivi, in misura proporzionale all’entità del risultato economico positivo conseguito e al rispetto di parametri di virtuosità finanziaria stabiliti dalla Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche”.
UN FONDO PER POTENZIARE I SETTORI GIOVANILI E L’IMPIANTISTICA
Altra novità è l’istituzione, presso la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), del “Fondo per il potenziamento dei settori giovanili e dell’impiantistica sportiva di base” che verrebbe alimentato alimentato dal 10% dei proventi delle sanzioni pecuniarie comminate dall’Agcom contro la pirateria audiovisiva.
Le risorse, quindi, verrebbero destinate a “investimenti nei settori giovanili delle società sportive affiliate alla FIGC, con priorità per le società dilettantistiche e per quelle operanti in aree geografiche svantaggiate”; allo “sviluppo e potenziamento dei centri federali territoriali e delle scuole calcio federali”; alla “realizzazione, ristrutturazione e ammodernamento di impianti sportivi destinati all’attività calcistica giovanile e dilettantistica, con particolare attenzione all’accessibilità per persone con disabilità e alla sostenibilità ambientale”; a “programmi di formazione per allenatori, dirigenti, istruttori e tecnici del settore giovanile” e, infine, a “iniziative di promozione del calcio scolastico e del calcio femminile giovanile”.
CONTRIBUTO EX QUOTA “SCHEDINA TOTOCALCIO” A FIGC
La bozza del disegno di legge introdurrebbe anche l’obbligo per i concessionari di versare alla Figc un contributo pari al 2% dell’importo giocato su eventi calcistici (circa 16 miliardi).
“A decorrere dal 1° gennaio 2027, per ciascuna scommessa sportiva raccolta in Italia, sia su rete fisica sia a distanza, avente ad oggetto eventi calcistici organizzati dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio o dalle Leghe professionistiche e dilettantistiche ad essa affiliate, i concessionari per la raccolta del gioco sono tenuti a versare alla Federazione Italiana Giuoco Calcio un contributo pari al 2% dell’importo giocato, da suddividere in base a parametri percentuali a favore dei soggetti organizzatori delle competizioni”, si legge nella norma.
La somma verrebbe così ripartita: 50% per lo sviluppo dei settori giovanili, impiantistica pubblica e centri federali; 30% per programmi di contrasto alla ludopatia e contro l’abbandono dello sport; 20% per il calcio femminile e le scuole calcio dilettantistiche. Questa misura, si legge nel disegno di legge, attua il principio europeo del “right to bet” secondo cui una quota dei proventi delle scommesse su eventi sportivi deve essere destinata al finanziamento dello sport e delle attività correlate.
UNA RIFORMA DEL LAVORO SPORTIVO PER I PROFESSIONISTI
Il testo in via di limatura introdurrebbe anche modifiche al regime fiscale, contributivo e assicurativo dei calciatori professionisti.
Il ddl, ad esempio, introduce sgravi contributivi con la riduzione del 30% delle aliquote contributive pensionistiche per i primi cinque anni di attività di atleti tra i 18 e i 23 anni. L’obiettivo è quello di “favorire l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro sportivo professionistico di giovani atleti”, si legge nella norma.
Verrebbe poi introdotto, da luglio 2027, l’obbligo per i datori di lavoro di assicurare i lavoratori subordinati “contro gli infortuni derivanti dall’attività sportiva, dalla preparazione atletica e da ogni attività connessa”. Le società, quindi, saranno tenute a stipulare polizze private contro gli infortuni, che sostituiscono la copertura Inail. I premi sono deducibili per le imprese e detraibili al 30% per i calciatori (fino a 5 mila euro).
RIDUZIONE PERCENTUALI PER PROCURATORI SPORTIVI
Tra le novità che verrebbero introdotte con il disegno di legge, anche la previsione (per i contratti perfezionati da luglio 2027) di un tetto massimo ai compensi riconosciuto agli agenti sportivi o ai procuratori dei calciatori.
I limiti sono: 5% della retribuzione retribuzione annua lorda del calciatore prevista nel contratto, se il compenso è dovuto dal calciatore; 7% della retribuzione annua lorda del calciatore prevista nel contratto, se il compenso è dovuto dalla società che ingaggia il calciatore; 5% dell’indennizzo di trasferimento o della clausola risolutiva corrisposta dalla società acquirente alla società cedente, se il compenso è dovuto dalla società acquirente in occasione di un trasferimento definitivo; 3% del compenso per il prestito temporaneo corrisposto dalla società cessionaria alla società cedente, se il compenso è dovuto dalla società cessionaria in occasione di un prestito temporaneo.
La norma stabilisce che “le società che corrispondono compensi superiori ai limiti stabiliti sono soggette a sanzioni disciplinari sportive e a sanzioni amministrative pecuniarie da euro 10mila a euro 100 mila euro per ciascuna violazione, irrogate dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio”. (Public Policy)
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