Legge per la concorrenza: dal Governo solo 5 decreti attuativi

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di Michele De Vitis

ROMA (Public Policy) – Dopo una gestazione in Parlamento lunga due anni e quattro mesi, la legge annuale per la concorrenza (la 124/2017) è entrata in vigore lo scorso 29 agosto 2017. Stando a quanto riportato nel Def 2017, le misure, raccolte in 192 commi, produrranno una crescita aggiuntiva del Pil pari allo 0,2% all’anno nel breve termine e all’1% a regime.

Sono almeno 30 i provvedimenti attuativi con scadenza certa affidati a Governo, ministeri e istituti o autorità indipendenti. Da essi dipendono i vantaggi per i consumatori in settori come energia, assicurazioni, banche e poste.

Risulta invece sine die l’introduzione dell’anagrafe degli impianti di distribuzione di benzina, gasolio, Gpl e metano della rete stradale e autostradale. Con la legge di Bilancio 2018 l’obbligo d’iscrizione all’anagrafe da parte dei titolari di tali impianti è stato prorogato al 24 agosto 2018, ma qualcosa si è mosso in Conferenza unificata lo scorso 8 marzo con un accordo attuativo che riporta il modello delle schede di iscrizione.

ENERGIA

L’Autorità per l’energia (Arera) ha reso noto entro il termine previsto la disciplina per la realizzazione del portale indipendente per la pubblicazione delle offerte luce e gas rivolte ai clienti finali domestici e alle Pmi. Entro l’estate, ha annunciato l’autorità, saranno pienamente confrontabili alcune nuove offerte di ogni singolo venditore, poi per fasi successive tutte le altre offerte entro l’anno.

Sempre nei tempi previsti è giunto il 1° marzo al Mise il rapporto Arera che ha monitorato i mercati luce e gas secondo gli indicatori previsti dalla legge per la concorrenza. Entro fine aprile dunque il Mise dovrebbe dare conto del raggiungimento o meno degli obiettivi in un decreto decisivo anche nel superamento del regime di maggior tutela. Passi in avanti, inoltre, sul decreto che istituisce l’Elenco Venditori Elettricità, sui cui criteri Arera ha promosso una consultazione. Il decreto attende il parere del Consiglio di Stato. Rimane invece aperto, non senza ritardi, il dossier sulla riforma del bonus gas e luce di rilevante interesse pubblico.

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