La Consob chiede di correggere le norme sugli insider secondari

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ROMA (Public Policy) – Un “aspetto di rilievo” contenuto nella legge europea “è rappresentato dalla ‘criminalizzazione’ delle condotte di abuso di informazioni privilegiate da parte di coloro che siano ‘in qualsiasi modo’ entrati in possesso dell’informazione (i cosiddetti insider secondari). Attualmente, infatti, gli insider secondari non rientrano espressamente nel novero dei soggetti che possono commettere il reato” di reato di abuso di informazioni privilegiate. “Tali soggetti sono puniti soltanto in via amministrativa”.

Lo ha detto Adriana Rossetti, responsabile della divisione Strategie regolamentari della Consob, in audizione martedì in commissione Politiche Ue al Senato sulla legge europea.

“La punibilità tout court in sede penale dell’insider secondario può essere considerata eccessiva laddove si consideri che la Mad II (la direttiva sulle sanzioni per gli abusi di mercato, Ndr) richiede agli Stati membri di introdurre sanzioni penali ‘almeno nei casi gravi e allorquando siano commessi con dolo’; di fatto, i profitti conseguiti dagli insider (primari o secondari) non di rado risultano di controvalore poco rilevante; nella categoria di insider secondario potrebbe essere incluso chiunque entri in possesso di un’informazione privilegiata, anche in modo del tutto fortuito”.

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FRA