La maggioranza rivede l’assegnazione dei collegi elettorali: ecco come

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ROMA (Public Policy) – In vista della riduzione del numero dei parlamentari, la maggioranza rivede l’assegnazione dei collegi. Con la modifica dell’assetto degli scranni di Camera e Senato, infatti, sarà necessario intervenire sulla “mappa” dei collegi uninominali e la loro distribuzione territoriale. Per questo al Senato, prima in commissione Affari costituzionali e poi in aula, è stato approvato un ddl del M5s – a prima firma Gianluca Perillisull’applicabilità delle leggi elettorali “indipendentemente” dal numero (futuro) di deputati e senatori che potrebbe introdurre un meccanismo di determinazione simile a quello in vigore con la legge Mattarella.

Con l’approvazione martedì mattina a Palazzo Madama (e il passaggio a Montecitorio) si avvia la cosiddetta ‘navetta’ costituzionale. Il ddl dovrà essere approvato da entrambe le Camere per almeno quattro volte e, prima dell’entratain vigore, essere posto a referendum se in aula non si dovesse raggiungere la maggioranza ‘rafforzata’ così come previsto dalla Carta per le modifiche costituzionali.

Vediamo nel dettaglio i contenuti del progetto costituzionale che ha ricevuto il primo via libera.

COLLEGI IN ‘FRAZIONI’, NO NUMERO FISSO

Il testo del ddl prevede non prevede più un’indicazione numerica fissa dei collegi uninominali bensì un’indicazione, sottoforma di frazione, al numero totale – qualsiasi esso sia – dei deputati e dei senatori. In particolare, il ddl parlamentare prevede un numero di collegi uninominali pari a “tre ottavi del totale dei seggi da eleggere nelle circoscrizioni”, con arrotondamento (all’unità inferiore per la Camera, all’unità più prossima per il Senato).

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SOR