Malumori a 5 stelle: cronaca di una riunione agitata

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(foto DANIELA SALA/Public Policy)

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) – Nella riunione di giovedì pomeriggio del Movimento 5 stelle alla Camera sono stati molti i malumori espressi da diversi esponenti del gruppo. In parte, sulle scelte compiute nelle ultime settimane dal gruppo dirigente per la nomina dei parlamentari nei ruoli di Governo, ma, soprattutto, sulle indicazioni dei membri di commissione, i loro ruoli, e la mancata valorizzazione di alcuni deputati di stampo “tecnico” nei diversi tavoli di lavoro. Dopo la nomina del nuovo direttivo del gruppo, raccontano fonti M5s, in riunione diversi parlamentari hanno preso la parola introducendo la questione.

I più critici non hanno condiviso il modus operandi del direttivo e del vertici del M5s, in cui avrebbe pesato in maniera eccessiva la distinzione “tra vecchi e nuovi parlamentari”. Un criterio che avrebbe avantaggiato i più veterani a discapito degli ultimi arrivati. Non si parla – spiega una fonte – “di poltrone di Governo, ci aspettavamo che quei ruoli venissero affidati a chi è stato eletto per la seconda volta” ma “lo stesso criterio è stato adottato anche per l’assegnazione dei ruoli in commissione – ad esempio per i capigruppo o i possibili presidenti – e per la scelta di chi può partecipare alle discussioni tecniche”.

“Si è scelto di valorizzare – spiega un altro deputato – solo alcuni parlamentari”, quelli di seconda nomina, “senza rendersi conto che, anche tra chi è alla prima legislatura, c’è un gran numero di persone idonee e con competenze provenienti dalla società civile in grado di poter contribuire alle diversi discussioni in corso sui vari temi”. Insomma, il rischio è che diversi onorevoli – “con i giusti requisiti” – finiscano “con l’essere mortificati”.

C’è anche chi arriva a dire che il “gruppo dirigente vuole portare avanti se stesso e dunque ha chiuso la strada ai nuovi arrivati”. Non solo, alcuni lamentano “una corsa famelica” di alcuni parlamentari della prima ora “per accaparrarsi ruoli più importanti, dalle presidenze al ruolo di capigruppo in commissione, così come il Governo”.

“Non abbiamo alzato la voce perché puntiamo a posizioni alte – racconta un’altra deputata al termine dell’incontro – ma vorremmo sapere qual è il metodo d’ingaggio: se il criterio è l’anzianità di servizio, anche se non ci sono competenze reali o superiori ad altri, allora si deve dire”. E si deve dire “se oltre all’anzianità” si tiene conto di quanto un deputato “è controllabile”.

Insomma, le scelte compiute nelle ultime settimane non hanno incontrato le aspettative di neo eletti. Per alcuni, il timore, è che “se si continua ad escludere i nuovi parlamentari” tra 5 anni il Movimento “non” avrà più una classe dirigente. “Una scelta folle”, spiega un deputato, “che rischia di azzerare il gruppo”. (Public Policy)

@ricci_sonia