Manovra, cosa prevedeva la riformulazione sul condono del 2003

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ROMA (Public Policy) – In commissione Bilancio al Senato è stata trasmessa venerdì la riformulazione di un emendamento alla Manovra, a prima firma del senatore Sergio Rastrelli (FdI), con cui si interveniva sul condono edilizio del 2003.

La norma – presa in visione da Public Policy e successivamente ritirata dalla maggioranza – stabiliva che “sono suscettibili di sanatoria edilizia le tipologie di illecito” indicate nell’allegato 1 (tipologie da 1 a 6) del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 “nell’ambito dell’intero territorio nazionale, purché́ non rientrino nei casi di insuscettibilità assoluta di sanatoria” e “fermo restando quanto previsto” per “gli immobili situati in aree soggette a vincolo”.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, prevedeva il testo, “le Regioni devono adottare una legge di attuazione” di quanto previsto dalla norma “con la quale sono determinate le possibilità̀, le condizioni e le modalità̀ per l’ammissibilità̀ a sanatoria delle predette tipologie di abuso edilizio”.

Le tipologie di illecito che sarebbero rientrate nella misura: le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici; le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio, ma conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici alla data di entrata in vigore del presente provvedimento; le opere di ristrutturazione edilizia realizzate in assenza o in difformità dal titolo abilitativo edilizio.

E, ancora, alcune opere di restauro e risanamento conservativo realizzate in assenza o in difformità dal titolo abilitativo edilizio e le opere di manutenzione straordinaria realizzate in assenza o in difformità dal titolo abilitativo edilizio. (Public Policy) GPA