Manovra, primi passi in Parlamento: si discute su plastic tax e auto aziendali

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ROMA (Public Policy) – Mentre l’iter parlamentare muove i suoi primi passi, il focus sulla manovra rimane concentrato su alcune misure controverse, come le tasse sugli imballaggi di plastica e le auto aziendali. La plastic tax, contestata da Italia viva, imprese, consumatori e sindacati, prevede una tassa – da 1 euro al chilogrammo – che colpirà la plastica monouso per imballaggi e contenitori, e dovrebbe portare circa 1 miliardo nelle casse dell’erario, mentre con la stangata da 330 milioni di euro (nella prima versione erano 513) sulle auto aziendali le vetture – che oggi concorrono a formare il reddito dei dipendenti per il 30% del costo convenzionale del noleggio – vedono aumentare il loro “peso” al 60% in caso di emissioni di biossido di carbonio fino a 160 grammi per chilometro, arrivando al 100% in caso di emissioni superiori. Su entrambe le imposte si annunciano valanghe di emendamenti, e sulla prima, difesa dai 5 stelle, il Governo starebbe valutando l’ipotesi slittamento oppure di tagliarla del 50%. Ipotesi taglio anche per quella sulle auto aziendali, che potrebbe addirittura essere azzerata. Interventi che tuttavia non sarebbero a costo zero, costringendo poi l’Esecutivo a trovare altrove le risorse.

Possibilista sulla possibilità di ridiscutere la plastic tax anche Riccardo Fraccaro, sottosegretario 5 stelle a Palazzo Chigi: “C’è stata un’apertura e riteniamo che questo orientamento sia da mantenere”. La linea – i cui alfieri principali sono il premier Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri – è che l’impianto della manovra non può cambiare, perchè si rischia di modificare i saldi, però su alcune misure la discussione aperta. Del resto, aspettarsi che il Parlamento non tocchi quasi nulla è irrealistico. Intanto resta alta la tensione tra Pd e renziani, con questi ultimi che si sono posti come fronte “anti tasse” all’interno della maggioranza, facendo di conseguenza apparire tutti gli altri come a favore di nuove imposte. “Il problema è se tu le idee le porti per costruire o per logorare e criticare: aprire una polemica su una legge di bilancio per indicare che uno sarebbe il partito delle tasse e l’altro è contro le tasse è un’operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno alle urne” ha attaccato il segretario dem Nicola Zingaretti.

Sul fronte parlamentare, per cominciare, è stato stabilito che inizieranno domani le audizioni in commissione Bilancio al Senato. Nel dettaglio, giovedì verranno sentiti Ance e Confedilizia (18.30), Confapi, Confimi e Confprofessioni (19) e Federdistribuzione (19,45). Venerdì, invece, le audizioni inizieranno alle 9.30 con Ania, poi con l’Associazione nazionale piccoli comuni e l’Associazione nazionale comuni delle isole minori. Alle 10,45 Lunaria – campagna Sbilanciamoci, alle 11,30 il Forum nazionale del Terzo settore, alle 12,15 il Wwf, Legambiente e Greenpeace, alle 14 Svimez e alle 14,45 l’Osservatorio conti pubblici. Lunedì 11 novembre interveranno in commissione l’Abi (alle 10), Alleanza delle cooperative (10,45), Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri (11,45), Cgil, Cisl e Uil (14), Confindustria (15,30), Rete imprese Italia (16,30), Anci, Upi, Conferenza delle Regioni (17,39), Corte dei conti (19), Istat (20), Cnel (21).

Le audizioni termineranno martedì: alle 8,30 è fissato l’intervento della Banca d’Italia, alle 9,45 l’Ufficio parlamentare di Bilancio e alle 11 chiuderà il ministro delle Economia Roberto Gualtieri. Proprio il titolare del Mef, ieri in audizione sul dl Fisco, ha difeso il testo: “La manovra riduce la pressione fiscale. il Governo” precedente, sostenuto dalla Lega, “prevedeva aumentasse sensibilmente con le clausole di salvaguardia votate”.Da segnalare oggi ci saranno le comunicazioni del presidente del Senato, Elisabetta Casellati, sugli stralci della legge di Bilancio. Secondo il regolamento di Palazzo Madama, infatti, una volta presentato il disegno di legge di bilancio spetta al presidente, sentito il parere della commissione Bilancio, accertare se vi siano disposizioni estranee al provvedimento o che modificano norme in vigore in materia di contabilità generale dello Stato. (Public Policy) PAM