Mef, attese le deleghe. Gualtieri terrà quelle su banche e fisco?

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di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) – Sono passati cinque mesi e mezzo dal 5 settembre 2019, il giorno in cui il Governo Conte bis ha giurato al Quirinale e si è formalmente insediato. Cinque mesi e mezzo, dunque, che il ministro Roberto Gualtieri (nella foto) e la nuova squadra del ministero dell’Economia è formalmente al lavoro in via XX settembre. Eppure ad oggi, secondo quanto viene riferito, non sono ancora state ufficialmente affidate a viceministri e sottosegretari le deleghe.

Secondo quanto si apprende, gli uffici del gabinetto sono al lavoro per chiudere questo dossier e, di fatto, un’idea di massima della spartizione c’è. Secondo quanto apprende Public Policy, l’ipotesi in campo è che al momento il ministro tenga per sè alcune deleghe, da affidare poi semmai di volta in volta. Tra queste, si apprende, ci sarebbero, tra le altre, le deleghe su: banche, riforma fiscale, riforma del catasto, debito pubblico, bilancio Ue e partecipate Mef.

Per il resto, secondo quanto si apprende, i due viceministri, Laura Castelli (M5s) e Antonio Misiani (Pd), dovrebbero continuare a seguire legge di Bilancio, Def (e NaDef). A Castelli dovrebbe poi essere affidata la delega alla spending review, all’Agenzia delle entrate e alla finanza locale, mentre a Misiani quelle su investimenti e rapporti con Conferenza unificata e Stato-Regioni.

Per quanto riguarda i sottosegretari, Pier Paolo Baretta (Pd) dovrebbe sostanzialmente conservare le deleghe che aveva anche nella scorsa legislatura, quando ricopriva lo stesso ruolo, tra cui quelle ai giochi. La sottosegretaria di Leu, Maria Cecilia Guerra, dovrebbe avere le deleghe sul taglio del cuneo fiscale (e infatti segue l’esame del decreto in Parlamento), sul contrasto all’evasione fiscale e su deficit sanitari e Patto per la salute. Al sottosegretario M5s Alessio Villarosa dovrebbero invece andare le deleghe su sisma, dissesto idrogeologico e Bes.  (Public Policy) 

@VioC