NaDef e decreti Sicurezza: ecco le decisioni prese in Cdm

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ROMA (Public Policy) – Via libera del Governo a NaDef e modifiche ai decreti Sicurezza: entrambi i testi sono stati approvati lunedì sera dal Cdm.

Nella Nota di aggiornamento si prevede il recupero del Pil ai livelli pre-Covid nel 2022, e sempre il Prodotto interno lordo è visto in calo del 9% nel 2020, con un rimbalzo del 6% l’anno prossimo, ma nello scenario peggiore – con aumento esponenziale dei contagi e ospedali di nuovo pieni – si prevede un -10,5% nel 2020, e solo +1,8% nel 2021. Il rapporto deficit/Pil dovrebbe scendere dal 10,8% di quest’anno al 7% dell’anno prossimo. In calo anche il rapporto tra debito pubblico e Pil, che passerebbe dal 158% del 2020 al 155% del 2021, per poi continuare a calare nel corso dei due anni successivi. Il deficit al 7% nel 2021 – nonostante l’indebitamento tendenziale fosse al 5,7% – nelle intenzioni del Governo rappresenta una “spinta di bilancio” pari all’1,3%, consentendo margini per ulteriori 22 miliardi.

La NaDef delinea una manovra – attesa tra una una decina di giorni – da circa 40 miliardi dove si fa riferimento anche alle risorse del Recovery Fund, che abbinate ai 22 miliardi in deficit costituiscono il pilastro di tutta la cornice. Le coperture sono attese dalla “rimodulazione di alcuni fondi di investimento”, da una ripresa della spending review, dalla revisione di alcuni sussidi “dannosi” per l’ambiente e dalla spinta ai pagamenti elettronici per contrastare l’evasione. L’attesa riforma fiscale sarà invece operativa nel 2022, ma verrà in parte anticipata nella prossima legge di Bilancio concentrandosi sull’assegno universale per i figli e la riduzione delle tasse per i ceti medi e bassi.

Altro capitolo riguarda i decreti Sicurezza, varati dall’ex ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini all’epoca del Governo gialloverde. Il tema era politicamente molto delicato ma le modifiche ai dl, su cui era stato raggiunto un accordo di maggioranza a luglio, non sembrano aver fatto registrare frizioni interne, considerando che il Movimento 5 stelle è stato considerato a lungo perplesso dall’opportunità di cambiare i provvedimenti. Viceversa Pd, Italia viva e Leu chiedevano a gran voce gli interventi che lunedì sera sono arrivati. Vengono quindi superate le sanzioni milionarie alle Ong e cambia il sistema dell’accoglienza, introducendo il regime di protezione speciale. In pratica, il nuovo decreto riforma il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione di un nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”. La prima assistenza continuerà ad essere svolta nei centri gestiti dal Governo, ma nelle fasi successive il Sistema si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

Il testo, su proposta del Guardasigilli Alfonso Bonafede, fa scattare il reato per chi introduce in carcere un cellulare a un detenuto, con una pena compresa tra uno a quattro anni sia per chi lo introduce che per chi lo riceve. Inoltre, nuove norme prevedono l’istituzione di una nuova tipologia di Daspo urbano (la cosiddetta ‘norma Willy’) per tenere lontani violenti e spacciatori dai luoghi di intrattenimento, l’aumento delle pene per il reato di rissa e nuove norme per oscurare i siti pericolosi del dark web. (Public Policy) PAM