Le nove norme inattuate della delega fiscale

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di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) – Tra le varie riforme varate durante la XVII legislatura, una tra le più attese, sin dalla precedente legislatura, è stata di certo la delega fiscale, il cui iter, prima governativo e poi parlamentare, iniziò sotto il Governo Monti ma venne concluso, con varie modifiche, sotto il Governo Renzi. La legge porta infatti la data dell’11 marzo 2014, ovvero meno di un mese dopo l’insediamento di Renzi a Palazzo Chigi.

La riforma del fisco tanto attesa, però, è rimasta in parte lettera morta. Nonostante una proroga di tre mesi, i termini per adottare i provvedimenti contenuti nel ddl delega sono scaduti il 27 giugno 2015.

E, dunque, come mette anche nero su bianco un documento riassuntivo del Governo sulle deleghe inattuate, di cui Public Policy ha preso visione, della delega fiscale restano inattuate o parzialmente attuate nove norme, ovvero la revisione del catasto dei fabbricati; la revisione degli interpelli; la portata applicativa della disciplina del raddoppio dei termini; la revisione della riscossione degli enti locali; la revisione dell’imposizione sui redditi di impresa e sui redditi soggetti a tassazione separata; la razionalizzazione dell’Iva e di altre imposte indirette, fatta salva la revisione delle accise sui tabacchi lavorati; la riforma del giochi e dell’ippica; la revisione della fiscalità energetica e ambientale.

Tutte norme più volte reclamate dalle categorie interessate, nonché da diversi politici, e che rimangono come eredità del prossimo Governo, che potrebbe decidere di riprenderle in mano per attuare la parte “zoppa” della riforma del fisco, magari con delle leggi ad hoc.

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@VioC