Un’occhiata al nuovo regolamento del Pd al Senato

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ROMA (Public Policy) – Nell’Ufficio di presidenza del gruppo Pd al Senato, “nessun genere può essere rappresentato in misura superiore al 50% dei componenti. In caso di numero dispari la differenza tra i generi non può essere superiore ad una unità”.

Questa una delle novità che si legge nel nuovo regolamento del gruppo del Partito democratico a Palazzo Madama, votato dall’assemblea del gruppo, e di cui Public Policy ha preso visione.

Il gruppo del Pd al Senato, si legge nel regolamento in un passaggio che riprende quello passato “riconosce e valorizza il pluralismo interno nella convinzione che il continuo confronto tra ispirazioni diverse sia fattore di arricchimento del comune progetto politico”.

“Il Gruppo – si legge ancora nel regolamento della XVIII legislatura – riconosce e garantisce la libertà di coscienza dei senatori che lo compongono, con particolare riferimento alla incidenza delle convinzioni etiche o religiose dei singoli nella sfera delle decisioni politiche. Esso promuove il confronto tra le diverse sensibilità e la ricerca di orientamenti comuni”.

“Su questioni connesse ai principi fondamentali della Costituzione repubblicana o alle convinzioni etiche o religiose – si legge ancora – i singoli senatori possono votare in modo difforme dalle deliberazioni dell’Assemblea ed esprimere eventuali posizioni dissenzienti nell’Assemblea del Senato a titolo personale, previamente informandone il presidente o i vice presidenti del Gruppo”. (Public Policy) VIC