Per il Cura Italia è quasi fatta (senza opposizioni). Ora tocca a Def e dl ‘Aprile’

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ROMA (Public Policy) – È atteso stasera nell’aula della Camera il via libera alla fiducia posta dal Governo al Cura Italia, il decreto-manovra da 25 miliardi con misure per per medici, lavoratori, imprese e famiglie. Ieri sera il Governo ha dunque posto – come era previsto – la questione di fiducia sul testo, replicando quanto già fatto a Palazzo Madama. Sempre ieri sembrava potesse prender forma un accordo tra maggioranza e opposizione per un rinvio del testo in commissione: l’obiettivo era approvare alcune modifiche condivise, ma l’intesa è tramontata. Quindi, il Cura Italia – che a Montecitorio a conti fatti ha seguito un iter blindato – diventerà legge (con voto finale previsto domani in mattinata) con le sole modifiche approvate dal Senato e, anche alla Camera, senza il placet del centrodestra. Qualche convergenza la potremo vedere (forse) con il dl Aprile.

Proprio in riferimento al prossimo maxi decreto – che con altri rinvii rischia di trasformarsi in dl Maggio – tra oggi e domani (se non, al massimo, sabato) dovrebbe tenersi il Consiglio dei ministri in cui il Governo sarà chiamato ad approvare la richiesta di scostamento di bilancio (che servirà a finanziare con 50-55 miliardi di deficit in più il dl Aprile) e il Documento di economia e finanza (Def). Il Cdm, che era già previsto ieri ma poi è slittato, ha due compiti principali: approvare la relazione al Parlamento (e la lettera alla Commissione europea) di richiesta di ulteriore scostamento dai saldi – e dunque per fare ulteriore deficit oltre i 25 miliardi di euro già autorizzati e utilizzati con il Cura Italia – e dare l’ok al Def.

I numeri del Documento saranno decisamente pesanti, andando a fotografare la profonda crisi in cui versa l’economia italiana nel 2020 a causa della pandemia di coronavirus. Il Pil dovrebbe segnare un -8%, il deficit dovrebbe al contrario schizzare tra l’8 e il 10%, e il rapporto debito/Pil salire al 155%. Il Documento dovrebbe però anche prevedere un rimbalzo del Pil per il 2021 del 6%, con un deficit che rimarrebbe sopra il 4%. Rimarrebbe poi la previsione di sterilizzare, nella manovra 2021, le clausole Iva previste per il prossimo anno. La richiesta di scostamento, come detto, dovrebbe essere di 50-55 miliardi, ma il decreto Aprile, che sarà in parte finanziato grazie a questo ulteriore extra deficit, potrebbe invece arrivare ad avere una portata di circa 100 miliardi. Per quanto riguarda l’iter, la richiesta di scostamento verrà votata in aula nelle Camere nello stesso giorno del Def, ovvero il 29 aprile prossimo, mentre il Consiglio dei ministri che varerà il dl Aprile potrebbe venire convocato – come sottolineano fonti di Governo a Public Policy – il 30 di questo mese (giusto in tempo per non essere chiamato ‘Maggio’). (Public Policy) PAM