Dl Popolare di Bari, si tratta sulle Bcc: le ipotesi sul tavolo

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ROMA (Public Policy) – Introdurre nel decreto Pop Bari la sola norma Bcc per le casse Raiffeisen già inserita dal Governo in Manovra a dicembre e poi cassata dalla presidenza del Senato, o aggiungere anche un altro pezzo di emendamento per aprire la possibilità anche ad altre Bcc (oltre alle casse altoatesine), di aderire a un Sistemi di tutela istituzionale (Ips) invece che a un Gbc, e dare ai Gruppi bancari cooperativi già creati la possibilità di trasformarsi in Ips.

Questa una delle questioni, secondo quanto apprende Public Policy, in discussione tra Governo e maggioranza in vista della predisposizione degli ulteriori emendamenti al decreto sulla Banca popolare di Bari da presentare e approvare la prossima settimana nell’aula della Camera. Con il M5s che spinge per un emendamento che tenga tutte e due le questioni dentro e che preferisce, altrimenti, che il tema Bcc si affronti fuori da questo decreto, in un provvedimento ad hoc.

La trattativa in corso è su un tema complesso quanto dirimente per il mondo del credito cooperativo. Basti pensare che, in estrema sintesi, un Ips (al momento autorizzato solo per le casse dell’Alto Adige) è un meccanismo di solidarietà tra banche che non implica necessariamente la costituzione di un gruppo bancario e che concedere molta autonomia alle singole banche/casse che vi aderiscono. I Gruppi bancari cooperativi centrali, invece (ad oggi in Italia ne sono nati 2: quello trentino e l’Iccrea) danno meno autonomia alle banche afferenti: la politica creditizia è comune e definita a livello della capogruppo e tutte le Bcc che aderiscono devono rispettare i requisiti di capitale e liquidità.

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VIC