Sindacati militari, affinità e divergenze tra Movimento 5 stelle e Lega

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di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) – La commissione Difesa della Camera ha concluso l’esame degli emendamenti alla proposta di legge sui sindacati militari. Adesso, prima di votare il mandato alla relatrice di riferire in aula, le altre commissioni dovranno esprimere i pareri di competenza.

Tante le proposte emendative approvate in IV commissione, a cominciare da quella sulla quale, nella tarda serata di lunedì, è andata sotto la maggioranza. La commissione – con il parere contrario della relatrice Emanuela Corda (M5s) e del Governo – ha approvato un subemendamento di Forza Italia che ha riscritto di fatto un emendamento della relatrice sul tema della giurisdizione in caso di controversie. Il sub approvato prevede che le controversie relative a comportamenti antisindacali “possono essere introdotte con ricorso proposto da una associazione professionale di carattere sindacale tra militari o individualmente da ciascun appartenente alle Forze armate e di polizia ad ordinamento militare. Le controversie relative alle procedure di contrattazione nazionale di settore – si legge ancora – possono essere introdotte con ricorso proposto dall’amministrazione competente o da una associazione professionale di carattere sindacale tra militari”. Queste controversie vengono quindi attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo con applicazione del rito ordinario.

Per i 5 stelle – in questo modo – “si è deciso di negare al personale militare una tutela garantita a tutti i lavoratori: il Movimento 5 stelle – spiegano – aveva proposto un emendamento alla legge sulla rappresentanza sindacale dei militari che puntava a confermare la giurisdizione del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro. Tutte le forze politiche hanno votato un sub emendamento di Forza Italia che per quanto riguarda i diritti di questa specifica categoria di lavoratori, nega loro l’applicazione dell’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. In nessun modo – sostegono – questa norma per la tutela dei diritti sindacali avrebbe pregiudicato l’efficienza dello strumento militare. Eppure da parte di tutti i partiti abbiamo trovato un muro nei confronti della nostra proposta”.

Un emendamento della Lega ha modificato l’articolo sul diritto di assemblea, per specificare che le riunioni durante l’orario di servizio sono autorizzate a patto che abbiano un “ordine del giorno su materie di competenza delle associazioni professionali a carattere sindacale tra i militari”. Dal Movimento 5 stelle è arrivato un emendamento per specificare che negli ordinamenti didattici delle scuole di formazione, di base e delle accademie militari “è inserita la materia ‘elementi di diritto del lavoro e di diritto sindacale in ambito militare'”.

Con riguardo agli obblighi delle amministrazioni, un emendamento della Lega ha eliminato il ministero dell’Interno e quello dei Trasporti dall’elenco dei dicasteri obbligati a comunicare alle organizzazioni sindacali ogni iniziativa volta a modificare il rapporto d’impiego con il personale militare, con particolare riferimento alle direttive interne della Forza armata o del Corpo di appartenenza o alle direttive di carattere generale che direttamente o indirettamente riguardano la condizione lavorativa del personale militare. Ok anche all’emendamento per chiarire che “gli appartenenti alle Forze armate e ai corpi di polizia ad ordinamento militare possono aderire ad una sola associazione professionale a carattere sindacale tra militari”.

La Lega, inoltre, ha precisato meglio la portata di alcuni divieti in capo alle associazioni professionali a carattere sindacale tra i militari. Inserito il divieto di: assumere la rappresentanza in via esclusiva di una o più categorie di personale. “In ogni caso – si legge – la rappresentanza di una singola categoria all’interno di una singola associazione professionale a carattere sindacale tra i militari non deve superare il limite del settantacinque per cento dei propri iscritti. Divieto anche di “assumere una denominazione che richiami, anche in modo indiretto, quella di una o più categorie di personale, specialità, corpo o altro che non sia la singola Forza armata o Corpo di polizia ad ordinamento militare di appartenenza”. Con riferimento alle cariche elettive un emendamento della Lega ha precisato che “nessun militare può essere posto in distacco sindacale per più di cinque volte”.

Il Movimento 5 stelle ha inoltre elencato i requisiti per essere eletto in seno agli organi rappresentativi: non avere riportato condanne per delitti non colposi o sanzioni disciplinari di stato; non trovarsi in stato di custodia cautelare in carcere o degli arresti domiciliari; non trovarsi in stato di sospensione dall’impiego o di aspettativa; non essere nello svolgimento di funzioni di comando o in posizione tale da assumere incarichi di comando. Per essere considerate rappresentative a livello nazionale, le sigle sindacali – ha previsto un emendamento della Lega – dovranno dimostrare di essere anche rappresentative del “tre per cento della forza effettiva di ogni categoria”. Un emendamento Pd ha stabilito che i militari che ricoprono cariche elettive ” non possono essere impiegati in territorio estero”.

Eliminato, inoltre, l’articolo 14 del testo che disciplinava la propaganda elettorale per la presentazione dei candidati e dei rispettivi programmi sindacali. Stralciata dal testo base anche la norma che prevedeva che “a ogni militare, all’atto dell’arruolamento nonché alla presa di servizio presso un nuovo reparto, è consegnato, a cura dei comandi competenti, l’elenco dei nominativi dei rappresentanti delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari”. Approvato un emendamento della Lega che permette ai dirigenti dei sindacati militari nazionali “di avere rapporti con gli organi di stampa e di rilasciare dichiarazioni esclusivamente in merito alle materie di competenza dell’associazione professionale a carattere sindacale e oggetto di contrattazione nazionale di settore”.

La norma transitoria che prevede che la quota percentuale di iscritti necessaria sia del 3 per cento è stata inoltre fatta riferire ai primi tre anni dall’entrata in vigore della legge, anziché alla prima elezione dei rappresentanti delle associazioni professionali sindacali tra i militari. Infine, un emendamento M5s approvato ha rimandato agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195 l’elenco delle materie oggetto di contrattazione, rispettivamente per le Forze di polizia ad ordinamento militare e per le Forze armate. (Public Policy)

@Naffete