Dai pupi alla dieta: il ddl sul patrimonio culturale immateriale

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ROMA (Public Policy) – Modificare la legge 77 del 2006 sulle misure di sostegno per i siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale inseriti nella lista Unesco del patrimonio mondiale, estendendo anche agli elementi del patrimonio culturale immateriale (come l’Opera dei Pupi siciliana o la dieta mediterranea) il valore simbolico e la priorità di intervento già riconosciuti ai siti italiani inseriti nella lista Unesco. Con uno stanziamento di 800mila euro per la riqualificazione dei siti e per il patrimonio culturale immateriale.

È questo, in sostanza, il contenuto di un disegno di legge approvato in via definitiva e all’unanimità, la settimana scorsa, dalla commissione Istruzione al Senato in sede deliberante (relatrice del provvedimento Elena Ferrara, Pd).

Il progetto di legge è il risultato di un testo unificato di due pdl di iniziativa parlamentare (targate Paolo Russo, FI, e Alessandro Mazzoli, Pd) ed era già stato approvato alla Camera nel maggio 2016.

Lo scopo è quello di sostenere il patrimonio culturale immateriale, adeguando la normativa italiana alla convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, ratificata con legge 167 del 2007.

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IAC