Il Recovery Plan targato Draghi: dalla governance agli enti locali

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ROMA (Public Policy) – Il Governo continua a lavorare sul Recovery Plan, che invierà in Europa il 30 aprile prossimo. Il presidente Mario Draghi, durante l’incontro con Regioni e Comuni la scorsa settimana, ha illustrato due aspetti del Pnrr: la sua governance e le sue principali direttrici. “Il modello organizzativo del Pnrr prevede due livelli, strettamente legati tra di loro”, ha detto il premier. La struttura di coordinamento centrale supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione europea, a seguito del raggiungimento degli obiettivi previsti. Accanto a questa struttura di coordinamento, agiscono una struttura di valutazione e una struttura di controllo. Le amministrazioni sono invece “responsabili” dei singoli investimenti e delle singole riforme. Inviano i loro rendiconti alla struttura di coordinamento centrale per garantire le successive richieste di pagamento alla Commissione europea.

Il Governo intende inoltre costituire delle task force locali che aiutino le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure. La supervisione politica del piano è affidata a un comitato istituito presso la presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti. In questo disegno, ha aggiunto Draghi, gli enti territoriali hanno dunque quattro funzioni: Regioni ed enti locali hanno la responsabilità attuativa delle misure loro assegnate. Le Regioni supervisionano i progetti gestiti dagli enti locali e si assicurano che siano coerenti con le altre politiche regionali di sviluppo. Gli enti territoriali partecipano alle strutture di sorveglianza del piano e contribuiscono alla sua corretta attuazione. Infine, beneficiano degli interventi di assistenza tecnica e di supporto operativo che arrivano dalle task force.

Sulla governance, per la definizione della quale il Governo dovrebbe varare uno dei tre decreti che scrivono il perimetro del Pnrr (gli altri due sono sulla semplificazione delle procedure e sulle assunzioni straordinarie), ci sarebbe però qualche malumore all’interno della maggioranza. Soprattutto sull’idea di creare a Palazzo Chigi un comitato, simile al Cipe, con – fissi – tutti ministri tecnici. (Public Policy) VIC

(foto: cc Palazzo Chigi)