Dalle registrazioni alle eccedenze: cosa prevede la risoluzione unitaria sul latte

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ROMA (Public Policy) – La risoluzione unitaria sugli impegni per il Governo ad adottare iniziative a sostegno del comparto del latte ovicaprino a prima firma di Luciano Cadeddu (M5s) – votata giovedì mattina all’unanimità in commissione Agricoltura alla Camera e sottoscritta anche da Federico Fornaro (Leu) e Silvia Benedetti (Misto) – interviene su una materia di cui già si occupa anche il dl sulle emergenze in agricoltura varato dal Governo il 7 marzo, che verosimilmente verrà assegnato alla stessa XIII commissione di Montecitorio per l’avvio dell’iter di conversione in legge. La necessità era dunque quella di arrivare a un voto sull’atto di indirizzo prima della pubblicazione del decreto legge.

Sulla prima proposta di testo unitario, elaborata proprio da Cadeddu assieme a Flavio Gastaldi (Lega), il Pd aveva sollevato diverse obiezioni. In particolare, nella seduta della commissione di due giorni fa, la deputata Maria Chiara Gadda aveva  criticato il riferimento all’acquisto da parte di imprese di trasformazione sarde di materia prima di provenienza comunitaria, in quanto sarebbe un dato non opportunamente verificato. Aveva poi criticato il riferimento all’attività svolta dall’Ineq e aveva definito imprecisa l’individuazione in soli 16 centesimi al chilogrammo dell’ammontare della multa al quintale per chi produce formaggio in quantitativo superiore alla quota fissata.

Altro punto critico per il Pd era quello dell’individuazione del Fondo nazionale indigenti come strumento attraverso il quale ritirare dal mercato quantitativi pecorino romano Dop, al fine di ridurre gli sprechi alimentari e così adeguare il prezzo del latte. Gadda aveva suggerito di pensare a forme alternative di ritiro delle eccedenze, come la cooperazione internazionale o la distribuzione alle caserme o, più in generale, alle pubbliche amministrazioni, come già sperimentato in passato.

Il punto di maggior dibattito è stato però quello dell’introduzione dell’obbligo in capo alle aziende lattiero-casearie di registrare i quantitativi di prodotto contenenti anche il latte vaccino. Sul latte vaccino esiste già un sistema di comunicazioni obbligatorie stabilite dal decreto ministeriale 7 aprile 2015 (e che il dl agricoltura voluto dal ministro Gian Marco Centinaio punta ad estendere al latte ovicaprino). Nella proposta di risoluzione unitaria si era quindi pensato – ha spiegato Gastaldi – di fare riferimento a un’estensione di queste comunicazioni al comparto del latte ovicaprino e quindi di riferire gli ulteriori obblighi di registrazione anche a tutte le tipologie di latte.

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GIL