Resocónto – Bisogna che lo sentiate fino alla nausea

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Visto che siamo in tema, e che “il fascismo è morto nel 1938” (cit.) e “da vivo” si suppone fosse invece un grande spasso, sarà utile – non voglio dire educativo, per carità – rileggersi stralci dei resocónti parlamentari dell’epoca (1922-1943).

Voglio iniziare dal 16 maggio 1925, una data non a caso.

È il primo e unico intervento in aula di Antonio Gramsci, che verrà arrestato l’8 novembre 1926. Gli altri protagonisti del dibattito sono Benito Mussolini e Roberto Farinacci.

AG: La ‘rivoluzione’ fascista è solo la sostituzione di un personale amministrativo con un altro personale.

BM: Di una classe ad un’altra, come è avvenuto in Russia, come avviene normalmente in tutte le rivoluzioni, come noi faremo metodicamente! (approvazioni).

AG: È rivoluzione solo quella che si basa su una nuova classe. Il fascismo non si basa su nessuna classe che non fosse già al potere.

AG: Voi fascisti avete livellato nella stessa miseria l’aristocrazia operaia e i contadini poveri di tutta Italia. Abbiamo avuto il programma che possiamo dire del Corriere della Sera, giornale che rappresenta una forza non indifferente nella politica nazionale: 800.000 lettori sono anch’essi un partito.

BM: La metà! E poi i lettori dei giornali non contano. Non hanno mai fatto una rivoluzione. I lettori dei giornali hanno regolarmente torto!

AG: Il Corriere della sera non vuole far la rivoluzione.

RF: Neanche l’Unità!

AG: Intanto si arresta senza nessuna imputazione specifica chiunque sia trovato in una riunione di tre persone, soltanto perché comunista, e lo si butta in carcere.

BM: Ma vengono presto scarcerati. Quanti sono in carcere? Li peschiamo semplicemente per conoscerli!

AG: È una forma di persecuzione sistematica che anticipa e giustificherà l’applicazione della nuova legge. Il fascismo adotta gli stessi sistemi del Governo di Giolitti. Fate come facevano nel Mezzogiorno i mazzieri giolittiani che arrestavano gli elettori di opposizione… per conoscerli.

UNA VOCE: Ce ne è stato un caso solo. Lei non conosce il meridionale.

AG: Sono meridionale!

AG: Come si fa quando un nemico è forte ? Prima gli si rompono le gambe, poi si fa il compromesso in condizioni di evidente superiorità.

BM: Prima gli si rompono le costole, poi si fa prigioniero, come voi avete fatto in Russia ! Voi avete fatto i vostri prigionieri e li tenete, e vi servono! (commenti)..

BM: Il Partito comunista ha meno iscritti di quelli che ha il Partito fascista italiano!

AG: Ma rappresenta le classi operaie.

BM: Non le rappresenta!

RF: Le tradisce, non le rappresenta.

AG: Il vostro è un consenso ottenuto col bastone.

AG: Gli operai e i contadini debbono sapere che voi non riuscirete a impedire che il movimento rivoluzionario si rafforzi e si radicalizzi (interruzioni – rumori)….

PRESIDENTE DI TURNO: Onorevole Gramsci, questo concetto lo ha ripetuto tre o quattro volte. Abbia la bontà ! Non siamo dei giurati, a cui occorra ripetere molte volte le stesse cose!

AG: Bisogna ripeterlo invece: bisogna che lo sentiate fino alla nausea. (interruzioni – rumori). (Public Policy)

@VillaTelesio

(foto: cc Camera dei deputati)