Resocónto – Gli organi competenti

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Cosa succede quando un Sasso discute di sesso? Succede questo: “Signor presidente, per suo tramite, vorrei dire alle sinistre, ma, in particolare al Movimento 5 stelle, che legittimamente vorranno presentare un emendamento con cui autorizzare l’insegnamento dell’educazione sessuale fino al termine della legislatura, che il centrodestra e, in particolare, la Lega, fino alla fine di questa legislatura farà muro a quella che io definisco una nefandezza nelle nostre scuole per i bambini fino a 6 anni”.

Ma andiamo con ordine. La settimana scorsa la Camera discuteva l’ennesima (sacrosanta per carità, ma l’ennesima) proposta di legge contro il femminicidio e la violenza domestica; tra gli emendamenti presentati in aula dai gruppi di opposizione, anche uno per introdurre l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Apriti cielo, apriti Sasso. Ma chi è Rossano Sasso? È un deputato pugliese della Lega (e potrebbe bastare così), già sottosegretario all’Istruzione nel Governo Draghi.

Le risposte a Sasso sono state varie, ne riporto alcune per dovere di cronaca. “Noi – gli dice ad esempio Luana Zanella (Avs) – siamo animali con una sessualità e non dobbiamo avere paura della parola sesso. Il sesso incide pesantemente sulla nostra identità a livello conscio, ma anche a livello inconscio, perché noi siamo animali simbolici, siamo animali complicati, tanto è vero che in nessuna altra specie animale succedono drammatici e terribili cose come all’interno dell’umanità”.

Susanna Cherchi (M5s) vuole invece “dire al collega Sasso che la sua visione del sesso, vista attraverso quest’ottica – mi perdoni, non voglio offendere – è un po’ distorta, vagamente, come dire, sporcata da una sensazione di assenza di amore, dove c’è soltanto pornografia. Il sesso lui lo vede avulso da qualsiasi idea di amore, di sentimento, di empatia, è quasi una cosa pornografica”. Il collega 5 stelle Riccardo Tucci è un poì più diretto: “Sono 6 anni ormai che faccio parte di quest’aula ed è la prima volta che sento un intervento così carico di omofobia, di odio e di – non so che altro aggiungere – ignoranza, pure. Forse il deputato Sasso, non lo so, ha subito un trauma da piccolo, forse i bambini lo prendevano in giro per via dell’assonanza del cognome…“.

A presiedere in quei concitati minuti, Fabio Rampelli (FdI), che sollecitato da Gianni Cuperlo (Pd) sulla correttezza di alcune parole (sempre di Sasso) chiude così la questione: “Solo nella seduta di oggi, oltre alle parole che sono state sottolineate da molti interventi in aula, sono state anche utilizzate le parole ‘trogloditi’, ‘ignominioso’, ‘ignobile’, ‘osceno’ e ‘vergognoso’. Quindi l’elenco delle parole che andrebbero perscrutate è lungo, ma ho detto che su questo non mi pronuncio: c’è il presidente della Camera e ci sono gli organi competenti che possono accertare“. E chi, se non loro. (Public Policy)

@VillaTelesio