Resocónto – I forestierismi

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Poche chiacchiere, oggi. Prima vera o quasi vera settimana di lavori parlamentari, sono nate le commissioni, Federico Mollicone è diventato presidente della commissione Cultura della Camera e fa già piangere così.

Ma tra le cose (in)dimenticabili che non posso non riportare qui, segnalo:

  • La faida linguistica Rampelli-Calenda

R: Invito i deputati a sanificare le mani utilizzando gli appositi dispenser prima di ricevere la scheda di votazione, a prelevare una matita dall’apposito contenitore posto all’entrata della cabina e a riporla nel contenitore sito all’uscita della cabina. Per dispenser si intende: dispensatore.

C: Ammazza Fabio grande traguardo! Decisivo per famiglie e imprese. Dopo che hai cambiato nome al dispenser ti tocca cambiare anche Made in Italy. Una cosa tipo: fatto in Italia. Oppure ancora meglio: siamo parecchio fatti in Italia. Che descrive bene anche le vaccate che scrivete.

R: Certo da un parlamentare della Repubblica che usa termini così raffinati non mi aspetto che possa capire. Aggiungerei per restare in sintonia con volgarità insulse e banali che ‘con la cultura nun se magna’… Peccato che i forestierismi in uso nella nostra lingua sono un’emergenza culturale di cui tutti parlano, comprese l’Accademia della Crusca e l’Accademia dei Lincei. Peccato che l’identità italiana faccia Pil, peccato che la democrazia preveda che tutti i cittadini debbano saper leggere e capire l’idioma delle istituzioni, compresi quelli non istruiti. Tutte vaccate?

  • Grandi idee e dove trovarle (Daniela Sbrollini, Italia viva)

Lo sport è sempre stato sinonimo di unione, saper fare squadra, parlare di valori più alti, come quello della pace, e sarebbe bellissimo farlo anche oggi, vedere una partita giocata tra Russia e Ucraina, arbitrata da un’arbitra italiana, da tenersi in Italia. Il nostro Paese ha sempre lavorato per raggiungere questi obiettivi di pace, di unire i popoli, e potrebbe avere un grande ruolo di mediazione ed essere una voce autorevole, me lo auguro, anche a livello europeo.

  • La figlia di Pino Rauti che ricorda la battaglia di El Alamein

La battaglia di El Alamein non è solo un luogo fisico e una data storica ma è il racconto di un capitolo tanto eroico quanto tragico della seconda guerra mondiale. Rievocare quella pagina di storia è un gesto doveroso verso chi ha combattuto e sacrificato la propria vita. Nei loro confronti abbiamo un debito di riconoscenza che non può essere dimenticato e che deve essere onorato. Il nostro rispetto, la nostra riconoscenza, il nostro essere italiani sono tanto più grandi quanto più ricordiamo. (Public Policy)

@VillaTelesio