Resocónto – Non si può resistere alla retorica

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Vittorio Sgarbi (che tendenzialmente ignoro, nella sua presenza/assenza parlamentare) è tra i pochi deputati ad aver votato contro il taglio dei parlamentari targato Movimento 5 stelle e appoggiato praticamente da tutti.

Questa è parte del suo intervento (oltre lo stupro, Mussolini, e il figlio di Grillo):

[…] Farò mio questo intervento: “Noi siamo convinti che ci sia un disegno di mortificazione del Parlamento in atto, che si nutre della volontà di aggredire le regole poste a tutela delle minoranze, i contropoteri, le autorità indipendenti. Del resto, che interesse può avere la salvaguardia della democrazia liberale, rappresentativa, parlamentare, per chi come….il capo effettivo…”, eccetera. Questa dichiarazione è stata fatta dal senatore Parrini (Pd) che ha votato contro la riduzione dei parlamentari.

Mi chiedo come gli amici di “Forza Italia Viva”, gli amici… quando – e certo è questo – la Polverini dice – e cito -: è una stronzata pazzesca. Ma non si può resistere…Lo dice la Polverini: io cito. Devo citare Pasolini? Devo citare Dante? devo citare Machiavelli? “Cazzus!” Allora, la letteratura italiana ha anche di questi risvolti. Ma la Polverini dice: non si può resistere alla retorica. Lo dice lei, questa ragazza di “Forza Italia Viva” che ha dato, con il suo segnale, l’idea di un’identità di parte politica. Sì, c’è un’intervista di oggi, apparsa su il Fatto, in cui dice: non si può resistere alla retorica. Ma voterebbe contro e farà bene a votare contro anche col voto palese, come voi di Forza Italia: non fatevi ricattare dalla falsità di correre dietro la demagogia! Non è questo il partito di Forza Italia! È un partito di morti se vota con i 5 Stelle: mai con i 5 Stelle, mai! Questo va detto: i 5 Stelle non esistono, sono il non essere, sono l’essere di un altro che non c’è!

Allora, in questa logica, noi siamo qua a celebrare il funerale di un Parlamento che fu, negli anni della sua storia, un Parlamento democratico, con rappresentanze reali e, invece, è la seconda volta che io partecipo – e sono l’unico a votare contro – a un suicidio non assistito. Capitò nel 1993, con l’immunità parlamentare: non c’è più l’immunità parlamentare, l’abbiamo cancellata. Il relatore fu Carlo Casini e si stabilì che i parlamentari dovevano cedere davanti a un potere che doveva rispettare il loro status, non i loro reati: bastava votare contro per i reati reali e, invece, abbiamo perso l’immunità parlamentare. Tutti, ipocritamente – si alzarono De Lorenzo, Pomicino -, tutti votarono contro l’immunità parlamentare. Oggi, tanti Pomicino e tanti De Lorenzo voteranno contro quello che vorrebbero, ma hanno paura di dire che vogliono.

[…] Questo atto profondamente malinconico è il momento di più alta tristezza di questo Parlamento, che vorrebbe che uno non ne facesse parte. (Public Policy)

@VillaTelesio