Resocónto – Paura e delirio

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Aula del Senato, un tranquillo pomeriggio di fine novembre.

Ettore Licheri (senatore M5s): Domando di parlare.

Gian Marco Centinaio (Lega), presidente di turno: Senatore, sullo stesso argomento ovviamente.

Licheri: Signor presidente, sull’argomento c’è la piena associazione alle richieste presentate dai colleghi. Ma sull’ordine dei lavori desideriamo comunicare un altro tema.

Centinaio: Senatore, io do la parola su questo argomento. Per altri argomenti ci sono gli interventi di fine seduta.

Licheri: Questo intervento è sull’ordine dei lavori.

Centinaio: Sull’ordine dei lavori, ma non su altri argomenti.

Licheri: L’argomento sull’ordine dei lavori, se permette, prima lo deve ascoltare e poi casomai stabilire.

Centinaio: Gli interventi sull’ordine dei lavori, che hanno fatto il capogruppo del Partito democratico e il senatore De Cristofaro, sono stati concordati con la presidenza.

Licheri: Questo è un altro capitolo. Io sto parlando dell’ordine dei lavori.

Centinaio: Se lei interviene sull’ordine dei lavori, su quello che trattiamo oggi, io le do la parola; in caso contrario, le lascio la parola a fine seduta.

Licheri: Presidente, lei sa che sull’ordine dei lavori deve dare la parola. Poi ha la libertà…

Centinaio: Io le do la parola sull’ordine dei lavori, se vuole parlare di questo argomento. In caso contrario, la invito a intervenire a fine seduta.

Licheri: Ma di che cosa ha paura, presidente?

Centinaio: Caro senatore, lei sta parlando con un senatore che non ha proprio paura di niente, e proprio per questo motivo le tolgo la parola. (Public Policy)

@VillaTelesio