Superticket, l’Upb avverte: effetti inferiori alle attese

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Sanità, e se gli effetti del superticket fossero inferiori alle attese? I dubbi dell'Upb

ROMA (Public Policy) – “La realizzazione dell’obiettivo” della norma della manovra 2018 che prevede la riduzione dei superticket sanitari in una chiave di maggiore equità “dipenderà dai criteri effettivi di utilizzazione del fondo” in cui vengono riversati 60 milioni di euro.

A scriverlo è l’Ufficio parlamentare di bilancio, in un focus dal titolo “L’emendamento per la riduzione del superticket”.

“La norma – scrive l’Upb – fornisce a tale proposito indicazioni controverse perché il miglioramento dell’equità e l’allargamento dell’accesso dei soggetti vulnerabili non sembrerebbero realizzabili se la ripartizione privilegiasse esclusivamente le Regioni che ad oggi hanno già adottato iniziative finalizzate ad ampliare la platea degli esenti dal superticket. Per perseguire l’obiettivo i criteri di riparto del fondo sembrerebbero doversi ispirare a un qualche indicatore della distribuzione sul territorio dei soggetti vulnerabili, comunque assicurando che all’assegnazione delle risorse corrisponda l’adozione di misure di esenzione da parte delle regioni”.

L’Upb fa comunque notare che “restano sul tappeto alcuni problemi di efficienza del superticket: la quota fissa di 10 euro rende in molti casi paradossalmente più convenienti le prestazioni private rispetto a quelle pubbliche. La conseguente riduzione della domanda di prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn), abbattendo il gettito delle compartecipazioni, può, in presenza di rigidità dei costi del comparto pubblico e difficoltà a ridurre i budget in quello accreditato, produrre un contenimento della spesa netta inferiore alle attese”.

“L’effetto complessivo dei superticket – scrive l’Upb – una volta modificati i comportamenti dei pazienti in considerazione dei maggiori costi e della recessione, potrebbe restare inferiore alle stime iniziali, pari a oltre 800 milioni annui a livello nazionale, ma largamente superiore all’ammontare del fondo per ridurre la compartecipazione in quota fissa. Le carenze informative sul gettito delle compartecipazioni non consentono comunque di effettuare una stima puntuale degli effetti complessivi del superticket“.

“Infine – conclude l’Upb – non sembrano fugate le preoccupazioni sul possibile indebolimento dell’universalità del Ssn, che potrebbe essere compromessa qualora l’importo delle compartecipazioni, che si aggiunge al finanziamento dei servizi attraverso la tassazione, spingesse alcune categorie a sollecitare la fuoriuscita dal sistema pubblico sia dal lato dei benefici che della contribuzione”. (Public Policy) VIC