Il testo base sulla legittima difesa: presunzione, con juicio

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ROMA (Public Policy) – Introduzione nell’ordinamento della presunzione di legittima difesa per chi, in casa o nella propria azienda, agisca per difendersi dagli sconosciuti che cercano di entrare, con violenza, minaccia di usare armi o con altri mezzi di coazione fisica. Resta l’attuale paletto della proporzionalità tra difesa e offesa, ma restringendo il campo delle interpretazioni in tribunale. Questo, a quanto apprende Public Policy, il nuovo testo sulla legittima difesa formulato dal relatore Andrea Ostellari (Lega), depositato in commissione Giustizia al Senato. Il ddl base riprende in parte la proposta avanzata dalla Lega – firmata dal senatore Massimiliano Romeo – ma con diversi ritocchi sostanziali.

Nel dettaglio, il nuovo testo Ostellari prevede – con un comma aggiuntivo rispetto a quanto prevede ora l’articolo 52 del Codice penale – che nei casi di violazione del domicilio o l’intrusione in un luogo di lavoro (negozio o azienda che sia) agisce “sempre” in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione con violenza, minaccia di uso di armi e di altri mezzi di coazione fisica.

In questi casi, se la persona che si difende utilizza un’arma legittimamente detenuta o un altro mezzo idoneo a difendersi, sussiste “sempre” il rapporto di proporzione tra difesa e offesa. Questo vale per atti volti a difendere la propria incolumità o quella di altre persone, i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

L’aggiunta dell’avverbio “sempre” – viene spiegato da fonti parlamentari – potrebbe restringere il campo di interpretazioni giuridiche durante i procedimenti penali.

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SOR