Ai trattati di estradizione con la Nigeria manca solo l’ok della Camera

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ROMA (Public Policy) – Da norme sull’estradizione a quelle su mutua assistenza in materia penale, passando anche per la disciplina del trasferimento dei condannati. È quanto prevede, in sintesi, un disegno di legge che ratifica tre trattati internazionali tra Italia e Nigeria, fatti nel 2016, approvato la settimana scorsa dall’aula del Senato.

Il provvedimento, dunque, è ora atteso a Montecitorio, per l’approvazione definitiva

Vediamo, nel dettaglio, cosa stabiliscono distintamente i tre accordi con il Paese africano, che come ha ricordato il relatore del ddl a Palazzo Madama, Tony Iwobi (Lega), “è la più grande economia dell’Africa sub-sahariana e per l’Italia, che ospita oggi nel suo territorio una comunità di quasi 100mila nigeriani e che vanta con il Paese africano decennali rapporti di collaborazione economica, rappresenta il secondo partner commerciale nell’Africa sub-sahariana dopo il Sud Africa“.

IL TRATTATO

Il trattato di estradizione è composto di 25 articoli e impegna le parti a “consegnarsi reciprocamente le persone perseguite o condannate dalle autorità giudiziarie dell’altro Stato”, ai fini dello svolgimento del processo o dell’esecuzione della pena.

Sono previste, in via generale, due tipologie di rifiuto dell’estradizione. La prima comprende i motivi di rifiuto obbligatori che, oltre che nei consueti casi ormai consolidatisi nelle discipline pattizie internazionali, comprende anche i casi in cui la persona sia stata già definitivamente giudicata nello Stato richiesto per lo stesso fatto per cui si richiede la consegna o se è intervenuta una causa di estinzione del reato. Inoltre, la richiesta di estradizione sarà rifiutata se il reato è punito dallo stato richiedente con un tipo di pena proibita dalla legge dello stato richiesto, come nel caso della pena di morte.

Diversamente, invece, vi sono casi in cui l’estradizione può essere negata, come quello in cui lo Stato richiesto rivendichi la sua giurisdizione sul reato oggetto della richiesta di estradizione o abbia in corso un procedimento penale riferibile al medesimo illecito penale. Un particolare motivo di rifiuto facoltativo della estradizione specificamente disciplinato riguarda l’estradizione del cittadino: ogni Stato si è riservato il diritto di rifiutare l’estradizione dei propri cittadini, anche quando ricorrerebbero le condizioni per concederla.

Il trattato disciplina, poi, dettagliatamente quale debba essere la forma ed il contenuto della richiesta di estradizione e la tipologia e la forma dei documenti da allegare a sostegno della domanda.

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IAC