Twist d’Aula – La squadra e il singolo: il campionato parte ora

0

di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) – Se provate ad andare al ministero del Turismo o a quello dell’Innovazione è possibile abbiate qualche difficoltà visto che non hanno ancora una sede. La divisione delle deleghe tra i dicasteri e il relativo trasferimento dei vari Dipartimenti, poi, non sono ancora conclusi – in particolare tra Mise, Mite e Mit – mentre i sottosegretari appena nominati devono ancora insediarsi negli uffici. E non è esclusa qualche disputa, per esempio alla Difesa, tra chi occuperà i suggestivi uffici dell’Aeronautica che furono di Cesare Balbo e chi, invece, il buio piano terra della fine di via XX Settembre. In tutto questo, le aspettative verso il Governo Draghi sono enormi.

Probabilmente è presto per lasciare spazio a note di eccessivo disincanto, anche se la composizione della squadra di Governo e la gestione della pandemia proiettano una certa continuità con il passato. Bisogna tuttavia considerare che questo Esecutivo si regge sul compromesso tra le forze parlamentari elette nell’ormai lontano 2018 e che oggi abitano un’assemblea balcanizzata, implosa e (auto)delegittimata, visto che si è autoridotta con gioia di un terzo. Vedremo se ci sarà un cambio di marcia “quando le cose verranno fatte”, unico criterio con cui comunicare da parte di Palazzo Chigi. Per adesso si notano differenze di stile, di comunicazione, di posizionamento internazionale, come anche nella nomina di alcuni ruoli chiave (l’ultimo riguarda la squadra di coordinamento dei lavori sui fondi del Next Generation Ue). In condizioni normali sarebbe un buon inizio, ma non siamo in condizioni normali.

Sfortunatamente per Draghi, nell’opinione collettiva l’obiettivo minimo che gli viene richiesto è scrivere un Recovery Plan di ottimo livello, restituire credibilità internazionale all’Italia, far scendere lo spread e i tassi di interesse, rilanciare l’economia e risolvere molti dei nodi da anni irrisolti, tra riforme mancate e crisi industriali lasciate a incancrenirsi. Risultati che sarebbero eccezionali per chiunque, ma che per lui diventano paradossalmente minimi, in particolarmente dopo le molte elegie con cui, suo malgrado, è stato accolto. Al nuovo Esecutivo saranno chieste risposte non solo sul piano vaccinale, ma anche sulle regole anti Covid, sul welfare, sulle carceri, sulla scuola e sul molto altro.

Purtroppo stiamo attraversando una pandemia devastante in cui siamo entrati dopo 20 anni di declino economico, sociale e culturale. Qualcuno ha paragonato Draghi a Cristiano Ronaldo, qualcun altro a Francesco Totti. Potrebbe essere Maradona e Pelè fusi insieme, ma nemmeno così un giocatore vince lo scudetto da solo. Un campione può vincere talvolta qualche partita, ma per cambiare rotta a una stagione serve una squadra. Per cui, per quanto sia corretto guardare con attenzione alla composizione del Governo e all’organizzazione delle deleghe, sarebbe fuorviante essere impazienti. Bisogna rispettare gli equilibri esistenti anche nel costruire un assetto efficace. Se poi i partiti sono tutti scontenti, forse questo non è necessariamente un cattivo segno. Quelli buoni bisogna aspettarli. (Public Policy)

@m_pitta