Ue, la Corte dà ragione al Pe: la risoluzione sull’Ungheria è valida

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BRUXELLES (Public Policy / Policy Europe) – La Corte di giustizia dell’Unione europea ha respinto giovedì il ricorso dell’Ungheria contro la risoluzione del Parlamento europeo che avvia la procedura volta a constatare l’esistenza di un evidente rischio di violazione grave, da parte dello Stato magiaro, dei valori su cui si fonda l’Unione. Nel calcolare i voti espressi in occasione dell’adozione della risoluzione stessa, infatti, il Parlamento aveva escluso di prendere in considerazione le astensioni. Giustamente, secondo la Corte.

Con la risoluzione del 12 settembre 2018 per la prima volta il Parlamento europeo ha chiesto dunque di avviare la procedura prevista all’articolo 7, paragrafo 1 del trattato Ue e invitato il Consiglio europeo ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistemica ai valori fondanti dell’Unione. Questi valori, sanciti dall’articolo 2 del Trattato Ue e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, comprendono il rispetto dello Stato di diritto, la democrazia, l’uguaglianza, i diritti umani.

Se la procedura avviata dal Parlamento con la risoluzione in questione arrivasse a compimento, il Consiglio europeo, composto dai capi di Stato o di Governo, potrebbe determinare, all’unanimità e con l’approvazione finale del Parlamento, l’esistenza in Ungheria di una grave e persistente violazione dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe infine portare a gravi sanzioni, come la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio dei ministri. (Public Policy / Policy Europe) MDV

(nella foto: Budapest, castello di Buda)