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Il parere della II commissione sul biotestamento: ok, ma...

lea sanità 02 marzo 2017

ROMA (Public Policy) - Eliminare dalla proposta di legge le parole "alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali" in riferimento ai trattamenti ed essi contrari che il paziente non può richiedere.

È una delle osservazioni contenuta nel parere favorevole espresso dalla commissione Giustizia della Camera alla proposta di legge sul testamento biologico, così come uscita dalla commissione Affari sociali. La specifica è stata inserita in commissione con l'approvazione di due emendamenti - di Forza Italia e del Pd - riformulati dalla relatrice Donata Lenzi (Pd).

Nel dettaglio è stato specificato, all'ultimo comma dell'articolo 1, lì dove si parla di responsabilità civile e penale del medico, che "il paziente non può esigere trattamenti sanitari contrari a norme di legge, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico-assistenziali".

Di fatto la riformulazione puntava a specificare espressamente il divieto di praticare eutanasia anche se, in particolare per il Movimento 5 stelle, il riferimento alla deontologia rischiava di aprire agli obiettori di coscienza.

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NAF

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