Ampliare la giurisdizione penale militare: lo chiedono M5s e FdI

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ROMA (Public Policy) – Modificare la nozione di reato militare prevista dall’articolo 37 del codice penale militare in tempo di pace, includendo fattispecie sanzionate dal diritto penale comune, con l’obiettivo di ampliare la giurisdizione penale militare.

È questo, in sintesi, quanto contengono due proposte di legge, a prima firma di Edmondo Cirieli (FdI) e Giovanni Aresta (M5s) incardinate la scorsa settimana nelle commissioni Difesa e Giustizia alla Camera. I relatori sono Giovanni Russo (M5s), per la commissione Difesa, e Luca Paolini (Lega) per la commissione Giustizia.

In particolare, la proposta Cirielli è composta da un solo articolo e interviene sull’articolo 37 del codice penale militare di pace ampliando la definizione di reato militare. La proposta di legge Aresta è composta, invece, da 8 articoli, e oltre a estendere l’ambito della giurisdizione militare modifica la fattispecie e ridefinisce le conseguenze penali del reato di peculato militare, introduce nel codice penale militare il reato di utilizzo indebito di carte di credito o di pagamento, rivede le condizioni di procedibilità del reato di ingiuria, modifica la legge sulla Guardia di finanza, estendendo ai fatti di peculato commessi dai finanzieri la disciplina dettata dal codice penale militare di pace.

E abroga le disposizioni del codice penale militare concernenti: i reati di duello, le ipotesi colpose dei delitti di danneggiamento di edifici e cose mobili militari, il reato di attività sediziose e quello di raccolta di sottoscrizioni per rimostranza o protesta e di adunanza di militari, le ipotesi di malversazione a danno di militari e di peculato e malversazione del portalettere.

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IAC