Arera, il gioco dell’oca della proroga. C’è il rischio che il dl si riveli inutile

0
gioco oca

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Nel gioco dell’oca della formazione del Governo, con continui passi indietro, Arera sembra essere capitata nella casella ‘ritorna al via’. Mentre sul fronte Esecutivo regna infatti l’incertezza assoluta, il Senato ha approvato definitivamente il decreto sull’Autorità per l’energia e i rifiuti.

Il provvedimento si era reso necessario vista la scadenza (l’11 febbraio scorso) del collegio presieduto da Guido Bortoni. Il Governo Gentiloni, con l’imminente turno elettorale del 4 marzo alle porte, aveva deciso di non rinnovare i vertici. E allora, il collegio, basandosi su un vecchio parere del Consiglio di Stato, si era ‘autoprorogato’ di 2 mesi. Ma visto lo stallo politico post elezioni, l’11 aprile è arrivato con ancora Gentiloni in carica e l’impossibilità, vista la mancanza di una maggioranza parlamentare, di nominare il nuovo collegio. E in questo scenario era intervenuto il dl. Il provvedimento – come modificato dalla Camera –  fissa la proroga per un massimo di 90 giorni dal giuramento del prossimo Governo. Comunque non oltre il 30 settembre.

Ma cosa significa questo alla luce dello scenario attuale? Se il Governo Cottarelli dovesse giurare nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi, domani o nei prossimi giorni scatterebbero i 90 giorni trascorsi i quali il collegio presieduto da Guido Bortoni scadrebbe. Ed è inverosimile pensare che un Governo senza la fiducia del Parlamento proceda a nominare il nuovo collegio.

Se si tornasse al voto, anche in tempi brevi, il termine ultimo del 30 settembre sarà proprio dietro l’angolo per pensare che il nuovo Esecutivo abbia il tempo di scegliere il successore di Bortoni.

Infine, l’opzione che si (ri)metta in moto l’Esecutivo M5s-Lega. Il solo che potrebbe, vista la legittimazione parlamentare, procedere con le nomine.

Al netto del fatto che al momento se si dovesse scommettere sull’esito della soluzione dello stallo l’unica via possibile sarebbe puntare sull’1X2, il rischio è che il decreto Arera si riveli sostanzialmente inutile. Non sono infatti state prese in considerazione modifiche al Senato per spostare in avanti il termine di scadenza del mandato e soluzioni simili erano state bocciate a Montecitorio (con lo stop a un emendamento Pd a firma Gianluca Benamati che fissava il termine al 31 dicembre prossimo).

Come detto, quindi, il rischio è che per Arera si prospetti un ‘ritorno al via’ e che il 29 settembre si trasformi in un 10 aprile, con un mandato scaduto e l’urgenza di una nuova proroga. (Public Policy) 

@fraciaraffo