Armi e dintorni: come stanno andando le audizioni sulla direttiva

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ROMA (Public Policy) – Eliminare le autorizzazioni a regolamenti del Governo mai emanati, evitare di appesantire il sistema di marcature delle parti di armi e ‘correggere’ la parte relativa ai caricatori. Sono alcune delle richieste di Anpam-Associazione nazionale produttori armi e  e munizioni presentate alle commissioni Affari costituzionali e Politiche Ue alla Camera in merito alla direttiva sulle armi.

In particolare si chiede di eliminare una serie di regolamenti attesi da 8 anni e mai emanati, come: il nulla osta alla detenzione di armi e porto d’armi comunicato ai familiari conviventi; la norma sui requisiti di sicurezza per la detenzione delle armi che potrebbe “ampliare eccessivamente” la discrezionalità degli Uffici; sul trasporto e trasferimento delle armi. E ancora: sulla concessione delle licenze ai campi di tiro e poligoni privati.

Anpam poi apprezza la parte del recepimento che prevede che, per il sistema di tracciabilità, occorra marchiare solo una delle parti essenziali, il fusto o la carcassa. “Vi è tuttavia la tendenza della Commissione Ue a forzare le norme esistenti e a richiedere, con atti esecutivi, la inutile marcatura di tutte le parti essenziali delle armi assemblate, violando non solo la direttiva, ma anche le indicazioni Onu in materia. Riteniamo che il Governo debba essere impegnato affinchè, in sede europea, agisca per evitare questa violazione delle norme comuni”, sottolinea Anpam.

Per l’associazione, poi, occorre estendere “la possibilità di dimostrare” i requisiti psicofisici per la detenzione di armi “presentando un certificato rilasciato dal settore medico legale delle Asl o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco anche alle altre certificazioni relative ad armi, esplosivi e munizioni, in particolare quelle relative alla concessione di porto d’armi o alle licenze professionali”.

Anpam chiede poi “una norma semplificatoria, di sgravio per i cittadini e amministrazione, che dispensi il titolare di una licenza in corso di validità per la quale ha presentato la certificazione di requisiti psicofisici più stringenti dalla necessità di presentare ulteriori certificazioni per diverse licenze di cui si chiede il rilascio o il rinnovo”.

Anpam chiede poi un chiarimento sulla concessione del porto d’armi ai condannati. “Appare opportuno che il Parlamento si pronunci” prevedendo una norma “che stabilisca in via definitiva che la riabilitazione non impedisce a un individuo di richiedere un porto d’armi”. La norma, secondo l’associazione, non deve essere limitata a nessuna specie di reato.

E ancora, Anpam chiede di rivedere i limiti ai caricatori. Lo schema di recepimento, infatti, prevede limiti più stringenti rispetto a quelli della direttiva il che potrebbe comportare “la discriminazione dei cittadini italiani” e freni alla competitività delle aziende italiane che dovrebbe rivedere i modelli produttivi.

CONARMI E I RAPPORTI CON I PARTITI

“Siamo stati avvicinati da tutti i partiti, come lo hanno sempre fatto anche in passato”.

Lo ha detto Pierangelo Pedersoli, presidente di Conarmi, in audizione, rispondendo a chi gli chiedeva dei rapporti delle associazioni delle armi con la Lega.

“Io non ho mai firmato niente”, ha aggiunto parlando di eventuali accordi programmatici sempre con il partito di Matteo Salvini. Pedersoli ha poi anche negato che la sua associazione abbia sostenuto economicamente i partiti. “Stante le risorse dell’associazione non ci sarebbero stati fondi nemmeno per pagare un caffè“, ha detto. (Public Policy) FRA