In aula alla Camera ritorna la “sempre legittima difesa”

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ROMA (Public policy) – Il ddl sulla legittima difesa, cavallo di battaglia leghista, è oggi in aula (dalle 14) alla Camera per la discussione: l’esame dovrebbe proseguire sia domani che giovedì, e poi arriverà l’approvazione. Il provvedimento, che ha già ricevuto il via libera del Senato, dovrà comunque tornare a Palazzo Madama per una terza lettura, dopo che a Montecitorio è stato necessario intervenire in commissione per correggere un errore tecnico sulle coperture: un intoppo che ha rallentato di circa un mese l’iter (la maggioranza puntava a chiudere la questione ad inizio febbraio).

Nel dettaglio, il testo modifica il Codice penale per ritenere “sempre legittima” la difesa, in caso di aggressioni e furti in casa e sul luogo di lavoro. Tra le novità previste dal ddl vi è l’addio al margine di discrezionalità a disposizione dell’autorità giudiziaria nel valutare la legittimità dell’azione di difesa. “Chi compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere – si legge – agisce sempre in stato di legittima difesa”.

Anche il perimetro dell’eccesso colposo viene circoscritto solo ad alcuni specifici casi, e non sarà punibile chi reagisce “in stato di grave turbamento”. Inoltre, non ci sarà nessun processo per chi “trovandosi in condizioni di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità”. Il provvedimento, criticato dall’Associazione nazionale magistrati e da Magistratura democratica, è stato difeso dal ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, secondo cui la nuova legge “è assolutamente in linea con la Costituzione e non impone affatto di non indagare. Al contrario, il testo aiuterà i magistrati nelle indagini, perché traccia in modo chiaro i confini delle condotte lecite di chi si difende da un’aggressione. In uno Stato di diritto la certezza della giustizia è essenziale”.

Bongiorno ha anche smentito tensioni nella maggioranza sul testo (un po’ indigesto all’ala ortodossa dei 5 stelle): “Non c’è alcun dissidio, c’è assoluta coesione e c’è volontà di andare avanti da parte di tutti” ha precisato l’esponente della Lega, aggiungendo che “questa è una legge che andrà in porto e che si limiterà a tutelare l’aggredito”. “È una riforma utile alla comunità” che “non darà via libera ad una giustizia fai da te. Nessun far west, nessuna corsa alle armi ma un passo avanti nella civiltà del diritto” ha detto in aula alla Camera il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone (Lega). (Public Policy) PAM