Balneari, si studia un ‘anno cuscinetto’: entro dicembre 2024 nuovi concessionari

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di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) – Il Governo potrà porre la questione di fiducia sul ddl Concorrenza in Senato. È quanto emerso al termine del Cdm riunito d’emergenza a Palazzo Chigi, giovedì pomeriggio, dal premier Mario Draghi. Il provvedimento è bloccato da settimane in commissione Industria al Senato soprattutto per il nodo delle concessioni balneari. La fiducia – si apprende ancora – potrebbe essere posta o sull’emendamento del Governo – che recepisce la sentenza della Consulta con il termine delle concessioni attuali al 31 dicembre 2023 – o su un eventuale testo sul quale i gruppi troveranno un accordo.

L’indicazione del premier sarebbe stata quella di approvare il ddl in Senato entro maggio. In base a un cronoprogramma messo a punto a metà aprile dal Governo, i lavori in Senato sarebbero dovuti terminare a inizio di questo mese. Il provvedimento sarebbe poi dovuto essere approvato alla Camera a inizio luglio. La terza lettura – sempre in base al cronoprogramma di aprile – dovrebbe avvenire entro la metà di luglio.

In base a un accordo di maggioranza infatti il testo sarà modificato anche a Montecitorio, dove saranno affrontati temi come i taxi e gli Ncc e le norme su infrastrutture digitali e tlc. Il ddl Concorrenza è una delle riforme collegate al Pnrr.

IL NODO SPIAGGE

Sui balneari rimane comunque disaccordo tra le forze politiche, e soprattutto tra Palazzo Chigi e i gruppi. Lo spazio di manovra lasciato dalla sentenza della Consulta che ha previsto la scadenza delle concessioni in essere al 31 dicembre 2023 e quindi le gare è ridottissimo. Seppur con questa consapevolezza il Governo sta tentando di mettere a punto un meccanismo che rivede il proprio emendamento – che recepisce di fatto la sentenza – per venire incontro alle richieste dei gruppi, che chiedono invece di tutelare i concessionari attuali.

Una delle ipotesi sul tavolo è quello di confermare la scadenza delle attuali concessioni al 31 dicembre 2023 ma prevedere un meccanismo amministrativo che consenta agli attuali titolari di godere della concessione per un’altro anno. Si starebbe studiando, quindi, un modo per ‘modulare’ i termini di apertura o chiusura della gara. Non si tratterebbe di una deroga tout court ma ci si dovrebbe basare su impedimenti oggettivi per lo svolgimento delle procedure da parte dei Comuni. Un procedimento che comunque non potrebbe allungare i tempi oltre il 31 dicembre 2024.

C’è poi il capitolo indennizzi. In questo caso si va verso la definizione di un riconoscimento ai concessionari uscenti, a carico dei subentranti, di un indennizzo che tenga conto del residuo di ammortamento cui aggiungere il valore d’azienda. Questo si desumerebbe dai libri contabili o tramite perizia asseverata.

Sul punto continua il pressing del centrodestra. “Sul tema delle concessioni balneari – hanno detto in una nota, giovedì, i capigruppo al Senato di Forza Italia e Lega, Anna Maria Bernini e Massimiliano Romeo, prima del Cdm – sono necessari ulteriori approfondimenti per arrivare a un testo condivisibile e quindi condiviso, che abbia come obiettivo principale la tutela della consistenza delle nostre imprese e un tempo adeguato per adattarsi alla nuova normativa. Ad oggi questo accordo non è stato ancora raggiunto e per questo ribadiamo ancora una volta la nostra disponibilità a trovare una mediazione che salvaguardi una tradizione imprenditoriale volano del turismo italiano. Far crescere il Paese è l’obiettivo di tutti, purché non lo si faccia sulla pelle di famiglie che da anni si prendono cura del nostro mare e delle nostre spiagge”,  (Public Policy) 

@fraciaraffo

(foto cc Palazzo Chigi)