La bozza del ddl Anticorruzione: le conferme, le novità

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corruzione

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) – Confermata l’introduzione del cosiddetto Daspo perpetuo per i corrotti con condanne a pene superiori a 2 anni e la figura dell’agente sotto copertura anche per i reati contro la Pubblica amministrazione. Le due misure sono contenute nella bozza di ddl Anticorruzione, atteso nel prossimo Cdm, di cui Public Policy ha preso visione.

Il disegno di legge, che si compone di 6 articoli, nelle sue due misure principali prevede il Daspo perpetuo, ovvero il divieto a vita di concludere contratti con la Pubblica amministrazione, qualora ci sia una condanna superiore a due anni di reclusione per i seguenti reati: peculato; malversazione a danno dello Stato; concussione; corruzione propria e impropria; corruzione in atti giudiziari; induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio; istigazione alla corruzione; abuso di ufficio aggravato; traffico di influenze illecite. In caso di sospensione condizionale della pena, “il giudice – si legge nella bozza – può disporre che la sospensione non estenda i suoi effetti alle pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici e dell’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione”.

Confermata anche, tra le pene accessorie per i reati contro la Pa soprariportati, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. “Nondimeno – si legge nella bozza – se viene inflitta la reclusione per un tempo non superiore a due anni, la condanna importa l’interdizione per la durata di anni cinque”.

Confermata anche l’estensione dell’agente sotto copertura per i seguenti reati: concussione, corruzione propria e impropria; corruzione in atti giudiziari; induzione indebita a dare o promettere utilità; corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio; traffico di influenze illecite; turbata libertà degli incanti.

I contenuti del ddl sono stati rilanciati sui social dal vicepremier e capo politico M5s Luigi Di Maio come legge #SpazzaCorrotti.

GLI ALTRI CONTENUTI

Il reato di millantato credito confluisce in quello di traffico di influenze illecite, con un aumento della pena massima da 3 a 5 anni.

Nel dettaglio la bozza di ddl abroga l’articolo 346 del codice penale (millantato credito) e riscrive interamente il primo comma del successivo 346-bis (traffico di influenze illecite). Nel nuova versione del reato, oltre ad esserci un aumento della pena massima edittale da 3 a 5 anni, viene eliminato il riferimento alle “relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio”. In questo modo il nuovo reato potrà ricomprendere anche il millantato credito, che presupponeva – al contrario – lo sfruttamento di relazioni inesistenti con un pubblico ufficiale.

Infine si inseriscono anche i reati di corruzione impropria e di corruzione di membri degli organi delle Comunità europee e di funzionari delle Comunità europee e di Stati esteri, tra quelli che se commessi in concorso escludono la configurazione del reato.

E ancora: niente punibilità per il corrotto che, prima dell’iscrizione nel registro degli indagati o entro tre mesi dalla commissione del fatto, sporge denuncia spontaneamente e fornisce indicazioni utili per assicurare la prova del reato e per individuare gli altri responsabili.

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@Naffete